Brescia celebra la grande stagione artistica tra ‘600 e ‘800, con una mostra dedicata alla Venezia dei grandi vedutisti, da Canaletto a Guardi, da Van Wittel a Bellotto.

Sono più di cento le opere vedutiste esposte a Palazzo Martinengo di Brescia alla mostra denominata “Lo spendore di Venezia”, curata da Davide Dotti e promossa dall‘Associazione Amici di Palazzo Martinengo, con il patrocinio della Provincia di Brescia. Si è voluto raccontare cosa è stato il Vedutismo, dai suoi precursori, come l’olandese Van Wittel, fino al suo massimo sviluppo, con Canaletto e Guardi, ma anche Bellotto e Carlevarijs e moltissimi altri.
Il Vedutismo è stato una corrente artistica le cui origini risalgono alla fine del Quattrocento con Bellini e Carpaccio, ma il filone viene riconosciuto come tale solo nel XVIII secolo a Venezia, momento del suo acme. Il Vedutismo aveva l’obiettivo di rappresentare oggettivamente il paesaggio, con uno studio “scientifico” della luce e della prospettiva, concezioni in linea con la contemporanea ideologia illuminista. Le vedute delle città (da qui il nome “Vedutismo”) erano le più richieste dalla committenza locale (in particolare veneziana), ma anche dagli stranieri in viaggio, desiderosi di portarsi a casa un ricordo della città visitata.

Alla mostra di Brescia è possibile conoscere il periodo vedutista dal ‘600 all’800, con tutte le sue linee evolutive; si possono ammirare opere che hanno come protagonista la veduta della città, altre che danno spazio alla rappresentazione della vita quotidiana, con il paesaggio cittadino solo come sfondo.
Le opere in esposizione a Palazzo Martinengo provengono da collezioni pubbliche e private, e il denominatore comune non poteva che essere la rappresentazione vedutista di Venezia, sotto il cui dominio è caduta proprio Brescia nel Quattrocento. Non a caso il curatore Davide Dotti ha previsto anche l’organizzazione di un tour per la città bresciana alla ricerca delle tracce di pittura veneziana, risalenti proprio al periodo sotto il dominio della Serenissima.

La mostra è visitabile fino al 12 giugno 2016. Per ulteriori informazioni su costi e orari visitare il sito

                                                                                                                       Di Ilaria Cecchinato

Ascolta online l’intervista al curatore Davide Dotti