La vicenda che vede coinvolta Tper, sollevata dal Corriere di Bologna e sulla quale la Corte dei Conti ha aperto un’indagine, riguarda la vendita a prezzi inferiori a quelli di mercato di 111 bus da parte dell’azienda di trasporti a Omnibus, società partecipata dalla stessa Tper e da soggetti privati. Metà di quei mezzi era stata acquistata con risorse pubbliche.

111 autobus, circa il 10% del parco mezzi di Tper, sono stati ceduti dall’azienda di via Saliceto alla società Omnibus, partecipata al 51% dalla stessa Tper e costituita dalle cooperative Cosepuri, Saca, Coerbus. Si tratta di una maxi-vendita senza precedenti di mezzi pubblici, finanziati per la metà da risorse pubbliche, che sono stati ceduti a privati a prezzi ben al di sotto delle stime di mercato. Sulla vicenda, rivelata dal Corriere di Bologna, ha puntato gli occhi la Corte dei Conti, che ha aperto un’indagine per capire se sia stato causato un danno erariale.

Gli interrogativi della Procura ruotano appunto attorno al contratto siglato già agli inizi di ottobre, ma di cui Tper ha dato comunicato alla Regione solo a novembre, e senza per altro chiederne l’autorizzazione, così come stabilisce la normativa sul trasporto pubblico. In altre parole, secondo quanto si apprende, Tper ha proceduto alla vendita dei mezzi pagati con fondi pubblici a Omnibus “scavalcando” viale Aldo Moro. Dei 111 autobus totali, sono 53 quelli finanziati con risorse pubbliche e, secondo il settore Mobilità della Regione, non ancora ammortizzati.

“Da quello che sappiamo questi autobus hanno subito un restyling totale prima di essere ceduti ai soci con costi elevati, dopodiché sono stati svenduti a prezzi modici – fa sapere Sebastiano Taumaturgo di Usb – Hanno sanato una vicenda partita male, perché chi gestisce il servizio pubblico deve avere i mezzi di proprietà, mentre fino a ora erano in comodato d’uso”. Il sindacalista si riferisce al fatto che dal 2010, anno in cui si svolse la gara d’appalto, Tper ha concesso quei mezzi al consorzio Omnibus in comodato d’uso gratuito. Anche su questo versante si concentreranno le indagini dei magistrati.

Il nodo centrale, tuttavia, resta quello dei prezzi di vendita. Omnibus ha acquistato a un prezzo decisamente vantaggioso mezzi di cui già disponeva gratuitamente per svolgere il servizio di trasporto extraurbano, il tutto senza alcuna perizia. Se il tutto sia stato fatto correttamente o abbia invece arrecato un danno alle casse pubbliche è ora materia in mano agli inquirenti.