Il 29 gennaio in anteprima nazionale il monumentale lavoro dell’artista con le musiche del compositore Jonathan Bepler. Ascolta l’audio.

Ha richesto un lavoro di sette anni, è stato girato in tre location principali dove sono state anche create rappresentazioni site specific. E’ stato presentato al Bayerische Staatsoper di Monaco, Ruhrtriennale a Essen, Center for the Art of Performance di Los Angeles, English National Opera di Londra e IFC Center di New York. Ora arriva a Bologna al Teatro Comunale per festeggiare i 40 anni di Arte Fiera. Una collaborazione che, come dice il sovrintendente Nicola Sani “Non è di facciata, di rito, ma concettuale”. “Essere partner di Arte Fiera – continua – fa parte di un percorso importantissimo che sta compiendo oggi l’opera lirica per essere sempre di più al fianco e all’interno dei processi che guardano al futuro ed al progresso dei linguaggi contemporanei”.
River of Fundament incarna ciò che lo stesso Sani definisce l’intermedialità ovvero la convergenza di tutti i linguaggi e la loro interazione per creare qualcosa di nuovo e suggestivo. Matthew Barney e Jonathan Bepler sono partiti sperimentando sugli spunti offerti dal romanzo Ancient Evenings di Norman Mailer. Si è sviluppato il progetto che vedremo. Sette parti dove la narrazione cambia continuamente e si interseca, i linguaggi si identificano per poi decostruirsi e sciogliersi in altri, creando suggestione emotiva ed intellettuale. Nel romanzo e quindi nell’opera si percorrono i sette stati che l’anima attraversa, dalla morte alla rinascita, secondo la mitologia egizia.

Segnaliamo, inoltre, che in Cineteca, per Art City Cinema, saranno in proiezione i cinque lungometraggi che compongono il ciclo Cremaster, lavoro molto complesso che ha visto Matthew Barney impegnato anche nell’utilizzo dei linguaggi di scultura, disegno e fotografia per scandire i temi del ciclo stesso.

“Sei ore di immersione in quella che è la performing art – dice ancora Nicola Sani – e il rapporto tra corporeità, musica, suono, espansione di questi linguaggi nella prospettiva dell’intermedialità. E in questo – conclude – c’è un fortissimo richiamo a David Bowie e soprattutto al suo rapporto con Lindsay Kemp“.

Per ulteriori informazioni vai al sito del Teatro Comunale

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