L’ex generale è stato condannato per genocidio e crimini contro l’umanità dal tribunale nazionale guatemalteco, dopo un lungo e complesso processo che ha visto anche la partecipazione di diverse comunità Ixil, che maggiormente hanno subito torture e repressione negli anni della dittatura militare. Emozione alla lettura della sentenza.

La giudice Jazmin Barrios ha letto la sentenza in aula alla presenza di diverse persone, tra cui parenti e vittime stesse delle violenze durante il regime golpista: ottanta anni di carcere per Rios Montt, assolto invece José Rodríguez Sánchez, ex capo dei servizi di intelligence.

La storica sentenza è stata accompagnata durante la lettura da applausi e commozione. Circa 100 Ixil erano presenti al momento della pronuciazione della giudice, popolazione sterminata tra il 1982 e 1983, durante il regime militare.

Si tratta della prima condanna per genocidio inflitta nel suo paese ad capo di Stato sudamericano. Rios Montt, 86 anni, salito al potere dopo un colpo di Stato nel 1982, è stato riconosciuto colpevole per l’uccisione di almeno 1.771 indigeni Maya Ixil. Al termine della lettura alcuni uomini e donne, autorità ancestrali Ixhil, hanno ringraziato nella propria lingua maya il lavoro della giudice e dei suoi collaboratori.

Efraín Ríos Montt, eletto presidente nel 1974 con il sostegno del partito dei democratici cristiani, ma venne subito deposto dai militari ma tornò al potere nel 1982 grazie a un colpo di stato, mettendo fuori legge i partiti. Nel 1983 fu nuovamente deposto da un ennesimo golpe guidato dall’ex ministro della difesa, il generale Oscar Humberto Mejìa Victores, che indisse per il 1 luglio 1984 le elezioni politiche.  Nell’ottobre 1990 la Corte Costituzionale escluse la sua candidatura, ma al secondo turno delle elezioni, tenutosi nel 1991, il vincitore fu uno dei suoi uomini, Jorge Serrano Elìas del Movimento per l’azione e la solidarietà (MAS), deposto nel 1993 dopo aver tentato di sciogliere il Parlamento e la corte suprema. Nel 1994 il Fronte repubblicano di Rìos Montt vinse le elezioni politiche e nel gennaio 1995 il generale fu eletto presidente del Parlamento. Le presidenziali del 1996 decretarono la vittoria di Alvaro Arzù, dal momento che la candidatura di Rìos Montt era stata impedita in quanto ex-golpista.

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