Alle elezioni regionali in Andalusia trionfano i socialisti guidati da Susana Díaz  che perdono voti ma potranno governare da soli, seppure in minoranza. Un buon risultato anche per Podemos che si conquista 15 seggi e diventa la terza forza politica. Con loro c’è anche Ciutadanos, partito di protesta di centrodestra, che entra per la prima volta in un parlamento al di fuori della Catalogna.

Prima prova di voto per la Spagna. Le elezioni locali per il rinnovo del Parlamento in Andalusia hanno segnato non solo la vittoria dei socialisti del Psoe, che dalla dittatura ad oggi ha sempre governato questa regione, ma anche l’ascesa di Podemos. Quella piccola formazione di una sinistra alternativa fondata un anno fa da Pablo Iglesias che, anche se si aspettava un risultato maggiore, ha visto la fiducia di quasi 600 mila andalusi per un totale di 15 seggi raggiunti. Con Podemos, anche Ciutadanos, un altro partito di protesta più di centrodestra, si è fatto notare con i suoi 9 seggi, anche perché per la prima volta entra in un parlamento al di fuori della Catalogna.

A guardare però i numeri del Psoe guidato da Susana Díaz, che ha trionfato con 47 seggi, non ci sarebbe nulla da gioire. “I socialisti hanno visto un calo di voti, da un milione e mezzo sono passati a circa un milione e due, e questo nonostante l’aumento di tre punti dell’affluenza alle urne – spiega Luca Tancredi Barone de Il Manifesto -. La loro è una vittoria più politica perché per la prima volta i loro avversari del Partido Popular sono calati di molto, scivolando al 26,7%, ed Izquierda Unida ha ottenuto solamente cinque seggi”.
Tra le altre cose Podemos ha raggiunto un buon risultato, ma non quello che tutti si aspettavano: Susana Díaz potrà dunque governare da sola, anche se in minoranza, e potrà giocare su più fronti, senza dipendere troppo dalle altre storiche forze in campo. “Visto che nessun partito ha la forza per costruire un alleanza contro di lei. E Podemos ed il Pp non si alleeranno mai. Quindi la Díaz, che si presenta con il buget per il 2015 già approvato con Iu, potrà procedere facendo patti con destra e sinistra” continua Barone.

A maggio si andrà a votare in altre 13 comunità autonome, oltre che in quasi tutti i comuni, e a novembre ci saranno le elezioni politiche. “Si tratta di una prima prova di voto molto importante per capire in parte che cosa accadrà, anche se l’Andalusia è una regione molto particolare dove i socialisti non hanno mai perso. Inoltre sempre per la prima volta potremo vedere come i due nuovi protagonisti, Podemos e Ciutadanos, si comporteranno, ora che saranno messi alla prova in un parlamento regionale” conclude Barone.

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