””/

Ai microfoni di Calipso Ghemon , eclettico cantante/rapper italiano. Musica, basket, Bologna: la storia di un ragazzo che crede in se stesso, ma continua a interrogarsi.

Sabato 24 Ottobre si esibirà live con il suo disco “ORCHIdee” al Locomotiv Club di Bologna, accompagnato dalla band Le Forze del Bene, che lo ha seguito in tutto il suo tour.“Un live molto diverso” dice Ghemon “Ormai non è più quello di ORCHIdee ma è un ORCHIdee e mezzo, un mezzo passo verso un’altra parte. Abbiamo un nuovo componente nella band, Ramiro Levy, già chitarrista dei Selton, gruppo brasiliano di stanza in Italia. Un live che si proietta verso nuovi lavori discografici.”.

Nato artisticamente come rapper, è stato capace di mettere a nudo se stesso fin dall’inizio della sua carriera, nonostante il suo ambito di provenienza, l’hip hop “non accetti la dimostrazione delle debolezze”, ammette Ghemon.
“Sono fiero di provenire dall’hip hop, ma è competizione, è gara. Ci si mette una maschera, un costume, con il quale bisogna sempre dimostrare di essere forti. Il mio lato, pieno di punti interrogativi, non è stato sempre ben visto. Le domande, invece, sono il sale della vita di ogni persona. La mia è la storia di un ragazzo che crede nel suo sogno, ma che continua a interrogarsi.”.

Camminare domandando, quindi. Forse verso un nuovo album?
“Sono in studio. Il tour mi ha permesso di formare una band. Il disco che verrà” ma non si sa ancora quando, afferma il cantante di Avellino “viene da dinamiche di band nella creazione della musica”. Non importa fare il prima possibile, ma il meglio possibile, continua Ghemon.

“Sto ascoltando tantissima musica, amo la Black Music. Il disco di D’Angelo e il disco di Kendrick Lamar, due poli opposti della musica nera, mi hanno formato; ma anche quello di Kamasi Washington. Qualunque lato della musica mi interessa, dal blues al rap. Le mutazioni estetiche per me fanno parte del fatto che faccio l’artista. Esprimo la mia personalità.”

Profondamente legato al capoluogo emiliano, sono note agli appassionati le sue collaborazioni con Dj Madkid, tarantino residente a Bologna, Ghemon torna sempre a cantare nella nostra città con piacere. Le origini della musica che ha iniziato ad ascoltare in Italia, afferma, si trovano a Bologna. “Il rap bolognese mi ha formato, ma sono anche un appassionato di sport, di pallacanestro. Da piccolo ho vissuto il periodo delle due squadre, la Virtus e la Fortitudo, della città del basket”.

“Vola Alto”, il suo ultimo singolo, è stato scelto come colonna sonora del campionato di basket di Serie A, ad accompagnamento dei riepiloghi delle partite: “Sonorizzare un sogno”, che suona nei palazzetti ogni domenica.

Miglior artista indipendente hip hop al MEI 2015, da sempre prodotto da un’etichetta indipendente, la Macro Beats Records, Ghemon confessa che “quando uno fa musica, nel fondo del cuore spera sempre di arrivare a quante più persone possibile. Anche se in passato l’idea di firmare per qualche major ha avuto una forte fascinazione su di me, oggi posso dire che raggiungere dei risultati con sforzo solo mio, dei miei amici e della mia squadra mi riempie di orgoglio. Un’etichetta piccola, in un mercato confuso come quello della musica, riesce sicuramente a muoversi in maniera molto più agile rispetto a una più grande. Macro Beats mi permette di essere me stesso. Anche se non saprei più in che categoria collocarmi.”

Giulia Candeloro

Ascolta qui il podcast della puntata.