Tutti i sabati e le domeniche di marzo, aprile e maggio, nell’insolita e incantevole cornice del Teatro San Salvatore, Malandrino e Veronica porteranno in scena la fiaba di Perrault, ovvero Cappuccetto Rosso, da loro rivisitata e recitata con un linguaggio aulico e carico di significato che tanto ricorda Shakespeare.

La coppia comica ci propone un Cappuccetto Rosso trasformato in una ragazza moderna e per nulla ingenua che vive in simbiosi col proprio cellulare e le nuove tecnologie. Il lupo è diventato invece un giovane rom alla ricerca di integrazione, un lupo per nulla cattivo, bensì spaesato e fragile, un lupo che in questa fiaba moderna è destinato a soccombere e restare vittima della furbizia e del pregiudizio della società in cui vuole integrarsi.

Ai microfoni di Radio Città Fujiko Roberto Malandrino ci racconta quanto sia diventato “monosillabico” il linguaggio dei giovani, di quanto sia difficile per le generazioni precedenti confrontarsi con esso e comprenderlo, e di come Shakespeare possa intervenire per cercare, almeno nella finzione, di accorciare le distanze e innescare un dialogo più profondo ed elevato. Malandrino e Veronica ci avevano già abituato coi precedenti spettacoli ai loro teatri “alternativi”, e questa volta scelgono come teatro la bellissima cornice di San Salvatore, un luogo poco conosciuto e assolutamente da riscoprire.

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