Sebastian Mullaert ha le idee molto chiare per la sua musica. Originario della Svezia, nasce come musicista classico imparando a suonare il pianoforte, l’organo e il violino. In età adulta si sposta verso i nuovi territori della musica elettronica e, in compagnia di Marcus Henriksson, fonda prima il duo Son Kite ed in seguito il famoso Minilogue, che resterà attivo dal 2000 al 2014. In seguito i due si separeranno per perseguire i loro progetti personali. Sebastian continua però a collaborare tanto con altri artisti, fondando addirittura un’etichetta, la Circle of Live, che si basa proprio sulle collaborazioni in lunghe improvvisazioni live set senza una durata predefinita.

Sebastian Mulleart: le sue idee

Ma stavamo parlando delle sue idee. Sebastian è convinto che quando si parla di musica elettronica, quando si usano sintetizzatori e drum machine, tutto si crea in maniera troppo perfetta, pulita e alla fine il risultato è “poco umano”. Quindi ha cercato nuove strade e nuovi modi di creazione musicale facendo propria la filosofia del “più umano possibile”, nuove strade che sono alla base del suo sound distintivo e immediatamente riconoscibile. Infatti è abituato a suonare live i propri strumenti, elettronici e non, facendo dei suoi temi musicali delle vere jam session. Il suo è un sound fortemente ipnotico, organico, che ricerca la trascendenza degli stati mentali, e, come la meditazione, porta alla fine ad un grande rilassamento.

La sua musica è fortemente influenzata anche dalla natura, dal costante e armonico flusso di un torrente per esempio, luoghi dove puoi lasciar andare la mente e ricaricare le batterie in vista di nuovi e più gravosi impegni. Il lasciar andare il sé, la costante ricerca dell’attimo presente, del viverlo appieno, che è poi il fine ultimo della meditazione, è anche il fine delle sue produzioni e dj set. Ben esemplificato da opere come “Blomma” dei Minilogue (risalente al 2013), il singolo “ Direct experience” a firma del solo Mullaert, oppure il fantastico dj mix “ The invitation” che tra l’altro, è liberamente scaricabile. E proprio “The invitation” suona un pò come un manifesto programmatico della ricerca musicale e della filosofia alla base di tutta la sua carriera. Qui abbiamo una ambient techno molto minimale e ipnotica, arricchita da campioni sonori presi dal mondo naturale.

L’eterno presente

Un attimo senza un inizio e una fine precisi, in grado di guarire il corpo e la mente, che permette finalmente di respirare liberamente, emancipando dalle “cose terrene”, cioè dagli oggetti e dai pensieri che ci tengono come imprigionati nel nostro quotidiano. É tutto questo che si prova una volta che ci si lascia andare alla sua musica e ci si lascia immergere profondamente nelle sue atmosfere, come un corpo che entra in risonanza con ciò che sta ascoltando. Queste vibrazioni restano nell’aria, nel nostro cervello e corpo, come in una sessione meditativa ben riuscita.

Lasciati rapire e ti sentirai libero, potrebbe essere il suo slogan. La sua personalità musicale è forte e ben si trasmette alle varie collaborazioni che ha realizzato, dove è entrato in comunicazione diretta con gli artisti ospiti, come in un dialogo realizzato attraverso gli strumenti e la musica. Ad esempio di ciò riportiamo un live set realizzato in occasione dell’Ozora Festival, in Ungheria. Live set realizzato in collaborazione con Eitan Reiter e da cui è stato tratto un EP liberamente scaricabile sui profili Soundcloud dei due.

Nel panorama musicale attuale Sebastian Mullaert occupa una posizione ben precisa e radicata, e ci viene da dire, se non esistesse, ci sarebbe un vuoto da colmare.

Per una panoramica sull’etichetta underground Giegling, la potete trovare qui.