Anche se ha rinfrescato e le persistenti ondate di calore che hanno contraddistinto l’estate bolognese sembrano archiviate, a pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’anno scolastico il Comitato Scuole Roventi non ha intenzione di archiviare la battaglia ingaggiata con il Comune di Bologna.
Oggi è stata diffusa una lettera aperta rivolta al Comune e all’Assessorato alla Scuola, guidato da Daniele Ara, che contiene tutte le domande che il comitato sostiene di aver posto all’Amministrazione, ma per le quali non ha ottenuto risposta. E il 21 settembre tornerà a mobilitarsi in occasione dell’incontro tra Ara e i presidenti dei gomitati dei genitori.

Scuole roventi, un problema irrisolto su cui i genitori incalzano il Comune di Bologna

È stata un’estate molto calda quella del 2026. Calda per tutti e in particolare nei nidi e nelle scuole dell’infanzia bolognesi, dove le temperature registrate hanno superato spesso i 36°. Ma a scaldare l’atmosfera è stata anche una battaglia condotta da più parti nei confronti dell’Amministrazione comunale, accusata di non fare abbastanza per risolvere un problema che riguarda la salute di bambine e bambini, ma anche lavoratrici e lavoratori.
Nel corso dell’estate al Comune, che è responsabile delle strutture di nidi e materne, sono arrivate anche diffide ed esposti proprio per il caldo torrido registrato all’interno degli istituti. Ma è stata portata avanti anche una lotta con la sospensione delle rette, che sembra essere stato il motivo che ha spinto Palazzo d’Accursio a rompere il temporeggiamento.

«Purtroppo dobbiamo constatare che su questo tema l’Amministrazione bolognese non è credibile», osserva ai nostri microfoni Alberto Ida, genitore del Comitato Scuole Roventi. Il comitato punta il dito sui proclami non mantenuti, ma anche sulle informazioni contraddittorie arrivate da Ara.
«Fino a quando un gruppo di genitori non ha trattenuto le rette – ricostruisce Ida – l’assessore Ara sosteneva che non si possono climatizzare tutte le scuole e rinchiudere i bambini in un frigorifero».
Poi la svolta, con dichiarazioni secondo le quali sarebbero stati stanziati 700 mila euro. «Noi non siamo mai riusciti a trovare la delibera – spiega il genitore – ma in realtà 350mila euro erano già stati stanziati e altri 350mila dovrebbero essere stanziati in futuro. In ogni caso sono risorse insufficienti, perché lo stesso Comune stima che servano 2 milioni di euro per climatizzare le scuole. Considerando che l’avanzo di bilancio è stato di 70 milioni di euro, le risorse ci sono».

Il Comitato Scuole Sicure lamenta una mancanza di risposte dall’Amministrazione, perché oltre alle promesse sui media i genitori vorrebbero sapere i dettagli di come il Comune intende risolvere il problema entro giugno 2027.
Finora la politica di Palazzo D’Accursio è stata quella di climatizzare un solo locale per istituto scolastico. «Vuol dire che i bambini mangiano, giocano e dormono in un solo ambiente – prosegue Ida – e comunque fuori da lì ci sono lavoratrici e lavoratori, ad esempio quelli che lavorano nelle cucine quando fuori ci sono 37-38 gradi o le educatrici che cambiano i pannolini nei bagni, che non sono climatizzati».

Due giorni fa il Comitato Scuole Roventi ha tenuto un’assemblea pubblica sul tema. «Oltre a noi sono intervenute altre persone che hanno completato il quadro, ad esempio un pediatra, padre di un bambino che ha avuto un colpo di calore, che ha spiegato dal punto di vista medico cosa comporta stare ad alte temperature, ma anche le lavoratrici e i lavoratori del settore».
Dall’assemblea è nata l’idea di creare una consulta permanente che monitori come l’Amministrazione comunale si muoverà per risolvere il problema.
E poi la lettera aperta con una serie di domande alle quali i genitori vogliono risposte puntuali già nell’incontro con Ara previsto per il 21 settembre.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALBERTO IDA: