Dall’11 al 14 settembre 2026 la città di Bologna torna ad accogliere Flush Festival, l’appuntamento di riferimento dedicato all’editoria indipendente femminista, alle autoproduzioni e alle culture digitali. Promossa dall’associazione Orlando APS in collaborazione con la Libreria delle Donne, la rassegna trasforma gli spazi del Centro delle Donne in un laboratorio aperto di ricerca, confronto e networking attorno al pensiero femminista e alla filiera del libro d’autrice.
Per la sua sesta edizione, il festival trae ispirazione dalle parole scritte dal carcere da Rosa Luxemburg, «Un ardente desiderio di primavera», assumendo il desiderio come vera e propria pratica politica e collettiva da sviluppare in quattro giornate ricche di dibattiti, workshop e presentazioni.

La sesta edizione di “Flush Festival”

«Quest’anno abbiamo scelto come tema “Un ardente desiderio” – spiega ai nostri microfoni Tiffany Vecchietti, co-curatrice del festival – proprio perché ci siamo interrogate su quanto, forse, per troppo tempo abbiamo rimandato i nostri desideri come qualcosa che fosse una spinta, capace anche di portarci insieme, di costruire e di immaginare. E soprattutto di essere una vera forma di liberazione, quella forza nella dimensione più intima che ci spinge a cercare e rivendicare qualcosa che vogliamo veramente».

Ad aprire il percorso venerdì 11 settembre alle ore 18:30 è la mostra “La cassetta degli attrezzi femminista”, curata dalla saggista Chiara Alessi, dalla ricercatrice Marie Moïse e dalla giornalista Giulia Siviero. L’allestimento, firmato da Denise Bonapace con il progetto grafico di Carlotta Albero, raccoglie circa trenta oggetti tra invenzioni, dispositivi open-source e strumenti DIY pensati per esplorare la dimensione materiale e trasformativa dell’autocura, della salute e della protesta.
Nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 settembre si entra nel vivo dell’Expo dell’editoria indipendente e delle autoproduzioni, il vero cuore espositivo che ospita 14 case editrici da tutta Italia insieme a oltre dieci progetti di autoproduzione. Quest’anno la mappa del festival si espande ulteriormente nel tessuto cittadino: ai luoghi storici del Centro di Documentazione delle Donne in Via del Piombo e al Giardino Lavinia Fontana si affianca infatti la libreria indipendente Libri Liberi in Via Fondazza. L’immagine del manifesto ufficiale, che reinterpreta la classica “F” di Flush, è stata realizzata dall’illustratrice Nicole Serra.

Il programma dei dibattiti affronta nodi centrali della contemporaneità intrecciando tecnologia, diritti e cultura di massa. Nel talk “Desiderare l’impossibile”, Marina Misaghinejad, Sandra Cane e Giusi Palomba si confrontano con la moderazione di Silvia Rodeschini per analizzare l’atto del desiderare tra algoritmi, teologie e autoritarismi. La riflessione sulle tecnologie si approfondisce con il laboratorio legale dedicato al diritto d’autrice e all’intelligenza artificiale condotto dall’avvocata Sofia Piermattei, affiancato dal workshop di autodifesa cyberfemminista “Ci hanno rotto la rete”.
Un’altra importante linea d’indagine riguarda le comunità digitali e la narrativa di genere: il dibattito “Il Desiderio tra le righe” vede protagoniste la docente Carolina Bandinelli, l’autrice Daniela Barisone e la giornalista Viola Stefanello in un viaggio attraverso l’immaginario del romance e delle fanfiction.

Ampio spazio viene dato anche alla sperimentazione poetica e alla promozione editoriale. Tra gli appuntamenti principali spiccano la presentazione della biografia di Carson McCullers firmata da Jenn Shapland per Enciclopedia delle donne, il lancio del nuovo progetto editoriale Chimera targato Armillaria e il laboratorio di scrittura sovversiva a cura di Sartoria Utopia. Non mancano momenti per le letture dedicate all’infanzia organizzate da Settenove edizioni e la “Colazione in Giallo” con le editrici de Le Assassine.
La rassegna si conclude lunedì 14 settembre alle ore 18:00 con un incontro di rilievo internazionale: la scrittrice e giornalista peruviana Gabriela Wiener presenta il suo nuovo romanzo Atusparia (La Nuova Frontiera), in un dialogo con Paula Satta di Bernardi curato dalla Libreria delle donne di Bologna.