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Lunedì prossimo, in coincidenza con l’avvio dell’anno scolastico, la Flc Cgil suonerà la campanella al Ministro Profumo per chiedere il rispetto degli impegni. In regione problemi su edilizia scolastica, organico e finanziamenti, anche nelle zone terremotate.

Lunedì prenderà il via il nuovo anno scolastico, ma nelle aree terremotate di Modena e Ferrara, nel bolognese come nel reggiano la situazione è quella di un’emergenza trattenuta solo dalle forze dei
docenti e degli operatori presenti sul territorio. Sono 60.000 gli studenti coinvolti nelle aree colpite dal sisma e ad oggi sono 200 i plessi dichiarati inagibili, parzialmente inagibili o che richiedono interventi di ristrutturazioni. Molti i comuni in cui slitterà l’inizio delle lezioni, fra il 24 e la fine di settembre, mentre i doppi turni nello stesso edificio, al mattino le primarie, nel pomeriggio le medie sono la forzosa normalità per molti distaccamenti. Soluzioni tampone perché al di là degli sforzi delle amministrazioni locali la fase della ricostruzione è ancora da venire, una situazione inevitabile in quelle aree in cui fare perizie definitive, data la fluidità del terreno, è stato impossibile per molto tempo dopo le forti scosse di maggio.

Quello che invece si sarebbe dovuto evitare – afferma Raffaella Morsia, segretario regionale FLC-Cgil – è non stremare la scuola con tagli irresponsabili mentre si nasconde la realtà con gli slogan della digitalizzazione e del registro elettronico”. In Emilia a fronte dell’aumento di 9000 studenti sono stati confermati solo 196 docenti e nessuno del personale ATA. “Le del ministro all’istruzione Profumo – prosegue Morsia – suonano tanto più offensive nelle aree terremotate in cui si è alle prese con l’allacciamento delle linee elettriche e telefoniche. Dei mille insegnanti promessi dal sottosegretario nelle aree colpite dal sisma ad oggi non se n’è visto neppure uno, mentre il governo scompare dietro la trincea della burocrazia e scarica le responsabilità sui provveditorati.” Si dovrebbe fare richiesta per ogni singolo insegnante dettagliando la situazione e poi attendere la verifica del ministero. “È evidente- sostiene il segretario – che è solo una strategia per disattendere gli impegni presi scoraggiando le richieste, dove si evidenzia la mancanza di fiducia del governo nelle autonomie locali. Per questo lunedì saremo a Roma,
sotto il ministero, per denunciare le gravi carenze di organico.”

“Gli insegnanti e il personale ATA aggiuntivo – precisa Roberto Bussetti, segretario della FLC-Cgil di Reggio Emilia – non sono sprechi ma l’esito di una riorganizzazione temporanea difficilissima da gestire. Fare scuola in un campo pone maggiori problemi di sorveglianza, si è costretti a distribuire gli alunni in classi più piccole e poi si deve recuperare di fronte a un trauma che altrimenti rischia di lasciare traccia sotto il profilo emotivo e formativo.”

Fare i punto sulle diverse aree equivale a scrivere un triste elenco di difficoltà e situazioni precarie. “Nel modenese – fa sapere Stefano Colombini, della Flc-Cgil- sono 52 gli edifici scolastici lesionati, per cui si sta procedendo ad una riorganizzazione delle attività su più turni. A Mirandola, uno dei comuni più colpiti dal terremoto, è ancora in fase di ultimazione la tensostruttura, ossia tende, che accoglierà 1000 studenti
delle superiori.” La redistribuzione degli studenti ha posto problemi di trasporto; sono pochi gli edifici agibili e quindi si va dalle polisportive ai centri sociali in un ampio raggio di chilometri facendo aumentano i tempi di percorrenza. “Nelle aree di confine con la Lombardia o Ferrara, nella zona di Finale Emilia, i costi di trasporto sono a carico delle famiglie e questo non è degno di un paese civile – incalza Colombini”. Fra alcuni bambini stranieri si è registrata una pericolosa regressione linguistica, su cui gli insegnanti dovranno intervenire rapidamente con gruppi di lavoro misto.

Nella provincia di Bologna, meno colpita dal sisma le cose vanno lievemente meglio ma disagi si registrano a Pieve di Cento, Molinella o a Crevalcore dove la riapertura delle scuole dell’infanzia è stata parziale. Per i bambini esclusi quali soluzioni si prospettano, saranno costretti a rimanere a casa? – Nel reggiano doppi turni si prospettano nei comuni Fabbrico, Reggiolo e Rolo, con situazioni al limite in cui fine al 1 ottobre l’orario scolastico delle medie si riduce a 3 ore pomeridiane. A Ferrara si sta andando rapidamente verso la fase di ricostruzione ma questo ha portato ad un ritardo maggiore nell’inizio dell’anno scolastico, quindi per molti plessi dove la campanella inizierà a suonare ad ottobre.

Angelica Erta