Dopo essere stato rifiutato dalle librerie e dopo aver paralizzato il centro con l’ennesima visita in città, Matteo Salvini ha annunciato una provocazione: il 2 giugno vuole andare in piazza Verdi. Intanto stamattina ha battibeccato con Gianmarco De Pieri di Coalizione Civica e Tpo. Paglia (SI): “È una provocazione oltre la politica, come succede in molte città in tempo di elezioni, quella piazza andrebbe vietata, ma non solo a lui”.

Ci ha preso gusto, Matteo Salvini, a venire a Bologna. Nella città che in molti modi ha manifestato di non gradire la sua presenza, il leader della Lega Nord sa di potersi recare quando gli serve fare la vittima delle contestazioni e avere un po’ di visibilità.
Così è stato anche ieri. Dopo le lamentatio della Lega, che non ha trovato una libreria disposta ad accogliere Salvini per presentare il suo libro e che ha imputato le responsabilità ai rischi di contestazione (e non, magari, al dubbio valore letterario della pubblicazione), ieri il centro della città è stato paralizzato da un ingente dispiegamento di forze dell’ordine a protezione dell’europarlamentare.

Il gioco deve averlo divertito, dal momento che proprio ieri ha lanciato una sfida-provocazione ai collettivi che sono soliti contestarlo: il 2 giugno Salvini vuole andare in piazza Verdi, nel cuore della zona universitaria.
Nel frattempo, stamattina non ha perso occasione di farsi pubblicità a poco prezzo. Un tour in Piazzola e una sosta in un bar non lontano dal locale di Gianmarco De Pieri, leader del Tpo e candidato di Coalizione Civica. Qui è avvenuto un battibecco tra i due. De Pieri lo ha invitato ad andare a lavorare, dal momento che guadagna 10mila euro al mese, e Salvini ha risposto dandogli del buffone.

Interpellato dai giornalisti, il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, oggi a Bologna, detto la sua sulla provocazione di Salvini. “Salvini continua a venire a Bologna per ragioni che sa solo lui, visto che la città ha manifestato in diversi modi di non gradire la sua presenza e visto le urne dimostreranno che farebbe meglio a recarsi in luoghi a latitudini più consone”, osserva Paglia.

Alla domanda se al leader leghista andrebbe vietata la visita in piazza Verdi, Paglia risponde: “Pare sempre brutto vietare una manifestazione, però è evidente che la provocazione di salvini va oltre la politica e, come succede in altre città d’Italia in periodi elettorali, ci sono piazze in cui si può andare e piazze in cui non si può andare”.
Non un provvedimento ad personam, quindi, ma un limite che investa Salvini e tutti gli altri esponenti politici.

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