Il ministro degli Interni Angelino Alfano ha annunciato una circolare che invierà ai prefetti contro la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero. Per il senatore Pd Sergio Lo Giudice si tratta di un atto politico, mentre il sindaco di Bologna Virginio Merola si dice pronto a disobbedire.

Nozze gay all’estero: il provvedimento di Alfano

Il ministro degli Interni Angelino Alfano ha annunciato che i prefetti riceveranno una sua circolare con la quale impone l’annullamento dei registri con le trascrizioni delle nozze gay contratte all’estero.
I registri, istituiti da Comuni come Bologna e Napoli, rappresentavano semplicemente un gesto simbolico di riconoscimento degli stessi diritti alle coppie dello stesso sesso, senza alcuna conseguenza concreta.
Per Alfano, però, tanto bastava per rappresentare una breccia nell’annosa questione dell’equiparazione dei diritti coniugali per gli omosessuali, di qui la cancellazione delle trascrizioni.

Il provvedimento ha suscitato le ire del primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, che oggi ha risposto al ministro degli Interni con fermezza. “Se vogliono annullare il provvedimento lo facciano loro, io non lo faccio, io non obbedisco – ha detto Merola – Leggerò quella stupida circolare con cui vogliono annullare l’atto, ma si prenderanno loro questa responsabilità. Io sono il sindaco di questa città e non sfratto i sentimenti”.

Sulla stessa linea il senatore Pd Sergio Lo Giudice, che definisce il provvedimento di Alfano come un atto politico e non istituzionale. “Quello messo in campo da Alfano non è un conflitto istituzionale fra Comuni e Ministero dell’Interno – sostiene Lo Giudice – ma uno scontro politico fra sindaci riformatori e aperti all’Europa e il segretario dell’Ncd, un partito che si sta opponendo in tutte le sedi al riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso”. Il senatore democratico ricorda che la Corte Costituzionale ha sollecitato più volte le camere a legiferare sulle coppie dello stesso sesso e sottolinea come il partito di Alfano faccia ostruzionismo in Parlamento, manifesti nelle piazze con i neofascisti e usi le istituzioni per comprimere un processo inarrestabile di estensione di diritti.

Lo Giudice auspica anche che si arrivi al più presto ad una legge nazionale che sani la difformità di trattamento riservata alle coppie gay, ma è qui che si presentano i problemi.
Il premier Matteo Renzi aveva inizialmente annunciato un provvedimento in tal senso alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, ma la calendarizzazione è già stata spostata a dopo l’approvazione delle riforme costituzionali e della legge elettorale. Quindi, se va bene, ai primi mesi dell’anno prossimo, sempre che il governo non cada.

Lo Giudice, però, è senatore di un partito che sostiene il governo Renzi e, di conseguenza, il ministro Alfano. Un particolare non di poco conto nel valutare la possibilità reale che la legge sulle unioni civili veda la luce.
Alla luce della circolare, il premier dovrebbe richiamare all’ordine il ministro degli Interni? “Non credo – risponde Lo Giudice – come non credo che del tema debba occuparsi il governo, nel quale è impossibile un punto di mediazione. La legge dovrebbe portata avanti dal Parlamento, anche con una maggioranza trasversale”.

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