La ferita inferta dalla politica ai cittadini che hanno vinto il referendum contro i finanziamenti alle scuole private non può essere taciuta e i Cobas Scuola riprendono in mano il tema con un’iniziativa che si svolgerà domani alle 18.00 in piazza Ravegnana. Gabrielli: “I bolognesi devono ricordarsi cos’è successo alle prossime elezioni”.

Chi pensava che, con la decisione del Consiglio comunale di non accogliere il responso delle urne e con lo sciogliemento del Comitato Articolo 33, la partita sui finanziamenti pubblici alle scuole private fosse archiviata, dovrà ricredersi. I Cobas Scuola, infatti, organizzano per domani pomeriggio, alle 18.00 in piazza Ravegnana, un presidio e la distribuzione di kit informativi sul referendum, i suoi risultati e ciò che hanno invece scelto di fare Pd e centrodestra in Consiglio comunale.

“È impressionante che questa grande coalizione, ancor più ampia di quella che guida il governo attuale, si trovi in perfetto accordo nel non tenere conto della volontà espressa democraticamente dai cittadini – si legge nel comunicato dei Cobas – Noi dal basso possiamo solo cercare di non far passare sotto silenzio queste ferite, di fare in modo che non vengano dimenticate dai cittadini e dalle cittadine, e che vengano tenute in conto nel processo di formazione dell’opinione sui partiti che governano Bologna e di quelli che stanno alla cosiddetta opposizione”.

L’obiettivo dei Cobas, quindi, è di rilanciare il tema con una campagna che deve essere portata avanti dai cittadini stessi. “Politica e media mainstream non sono più credibili – osserva ai nostri microfoni Gianluca Gabrielli dei Cobas – È molto più credibile un genitore che affigge sulla scuola un manifesto di questa campagna”. La grafica riprende proprio una bambina arrabbiata per quanto è avvenuto a Bologna.

Il modello, dunque, è ancora una volta quello proposto da Articolo 33 che ha portato alla vittoria referendaria. “Forse il comitato si è sciolto troppo presto”, osserva Gabrielli.
Il sindacalista ricorda anche che nel frattempo la situazione nelle scuole pubbliche è peggiorata. “Dove c’erano 5 bidelli oggi ce ne sono 3 e le condizioni lavorative di tutto il personale sono peggiorate”. A restare invariato, invece, è il finanziamento alle scuole private.

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