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Sono in crescita i numeri del progetto I.E.S.A.(Inserimento etero familiare supportato di adulti), ormai attivo in gran parte d’Italia. Il centro del progetto è l’ospitalità (part-time o full-time) che i nuclei familiari offrono ad adulti con storie di disagio psichico. Solo a Bologna le convivenze censite sono 15.

Se, come affermava Franco Basaglia, l’obiettivo è il reinserimento nella società di una persona con problemi di disagio psichico, lo IESA costituisce un grande passo avanti in questa direzione. Il progetto, il cui acronimo sta per Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti, punta proprio all’inserimento, con ospitalità part-time o full-time di adulti con storie affetti da disagio psichico in nuclei familiari, la composizione poco importa, che si propongano al Dipartimento di Salute Mentale competente.

A Bologna, ma il progetto è attivo in molte regioni d’Italia, sono ad oggi già 15 le convivenze censite (otto full-time, 7 part-time)  con risultati straordinari, com’è facile immaginare. All’isolamento, conseguenza tipica del circolo perverso innescato dalla stigma della follia, lo IESA permette di sostituire l’apertura e lo scambio, con un evidente miglioramento delle condizioni e della qualità di vita del paziente.

Il progetto non si pone però, come spiega Rita Lambertini, dell’équipe IESA dell’Ausl di Bologna, non si pone in assoluto come alternativa alle cure classiche somministrate dai Centri d’Igiene Mentale. Rappresenta, semmai, “un’opportunità da offrire al paziente all’interno di un percorso co-costruito con il paziente stesso.”

Ma non ci sono gli aspetti positivi legati al miglioramento della qualità della vita e al valore etico-sociale di un progetto che rende la comunità responsabile e partecipe della questione. Esiste anche un risparmio economico per il servizio sanitario nazionale, che corrisponde alle famiglie ospitanti full-time circa 1100 euro, a fronte di una spesa di gran lunga superiore, nel caso in cui il paziente fosse ospedalizzato o vivesse in strutture pubbliche.

Non esistono limiti o condizioni per candidarsi ad ospitare una persona con disagio psichico. Per offrire ospitalità o, semplicemente, pe ricevere informazioni, basta chiamare il numero 051/6584286 oppure scrivere a operatori.iesa@ausl.bologna.it