Riportare al centro della politica le istanze delle persone reali: è questo il filo conduttore del programma di Potere al Popolo. La lista nasce dalla necessità di offrire un’alternativa alla politica delle banche e delle imprese e dall’esigenza di rispristinare l’intervento dello Stato nell’economia. Tra i candidati nel collegio di Bologna Giorgio Cremaschi e Claudia Candeloro.

“La ragione per cui nasce ‘Potere al Popolo’ lo dice la parola stessa: gli interessi veri del popolo sfruttato sono fuori dalla politica, non ci sono”. Così Giorgio Cremaschi, candidato nel collegio uninominale della Camera di Bologna, motiva la nascita di una lista che si propone di riportare al centro del dibattito politico le istanze delle persone reali, quelle cioè che per vivere lavorano. “La politica parla di imprese, tasse, mercato. Noi parliamo di lavori precari, persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese, di sfruttamento nelle fabbriche, di incidenti e drammi sul lavoro, di tagli alla sanità”.
Potere al Popolo nasce dunque dall’esigenza di offrire un’alternativa non solo al centro-sinistra, una sinistra ‘finta’ che sempre più assume le sembianze della destra tradizionale, ma a tutta una classe politica fatta di promesse elettorali, tutela degli interessi dei ceti più abbienti e rispetto dei vincoli europei dettati dalla politica dell’austerità.

Nella squadra del nostro territorio c’è Francesca Fortuzzi, attivista per l’uguaglianza di genere e contro la violenza sulle donne, nell’uninominale al Senato, mentre per il plurinominale, sempre a Palazzo Madama, troviamo Stefano Grondona, avvocato e attivista del mutuo soccorso.
All’uninominale della Camera, oltre a Cremaschi, troviamo Claudia Candeloro, avvocato e portavoce Giovani Comunisti (Bologna-Casalecchio), Olawale Oladejo, metalmeccanico, attivista del coordinamento Primo Marzo (Imola), Rachele Via, assistente sociale per le disabilitià (Pianura – S. Giovanni in Persiceto).
Al plurinominale di Montecitorio, infine, vengono candidati Mauro Alboresi, ex-sindacalista, ora segretario nazionale del Pci, Angela Rauseo, ricercatrice precaria, attivista politica, Andrea Bonzi, impiegato, attivista sportello antisfratto imolese e Chiara Ferronato, ricercatrice precaria, attivista politica.

Il programma, in concreto, sostiene Cremaschi, prevede di “cancellare tutte le leggi che in questi anni hanno precarizzato il lavoro. Non bisogna dimenticare che la catastrofe del lavoro precario non è frutto solo del mercato, ma anche di leggi precise che hanno autorizzato le aziende a fare cose che prima non potevano e non dovevano fare: lavoro gratis, lavoro a chiamata, lavori di un’ora alla settimana che viene considerato occupazione”. Un tema quello del lavoro precario che inerisce ed è conseguenza diretta della questione generale e di principio di una politica ispirata al liberismo. È fondamentale, quindi, che si torni a parlare di intervento pubblico e dello Stato nell’economia, secondo Cremaschi, e Potere al Popolo è l’unica realtà politica nascente a ribadire questa necessità.

La questione del lavoro è chiave anche rispetto al tema dell’immigrazione, secondo Claudia Candeloro. “L’immigrazione è un falso problema.  La vera risposta è equiparare le retribuzioni lavorative, fare in modo cioè che tutti, italiani ed immigrati, uomini e donne, abbiano un salario dignitoso. In questo modo si fa fronte al disappunto dell’italiano medio che nell’immigrazione vede la sottrazione di lavoro, perché gli immigrati si adattano a ricevere compensi minori”.

Ed ancora, l’istruzione che dovrebbe diventare gratuita; gli investimenti in un sistema sanitario progressivamente smantellato e sempre più costoso per il cittadino, che si trova a contribuire economicamente due volte – quando paga le tasse e quando paga il ticket; l’inquinamento, a cui la cittadinanza dovrebbe essere sensibilizzata e che richiede un piano pubblico ed un rallentamento delle attività – per quanto banale, la spesa domenicale nei supermercati incrementa lo smog nell’aria. Sono tutti punti di un programma che dà sostanza al nome stesso di Potere al Popolo.

Marta Campa

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