La Fed ha confermato i livelli monetari dell’economia americana, ma c’è da festeggiare? Lo abbiamo chiesto Guglielmo Forges Davanzati, docente di Economia Politica ed autore del libro “Credito, produzione, occupazione: Marx e l’istituzionalismo”.

La settimana scorsa la Fed, la Banca Centrale Americana, ha deciso di confermare i livelli monetari all’economia americana.
Le borse hanno immediatamente festeggiato. Ma qual è il giudizio che dobbiamo dare su queste manovre monetarie eccezionali? E come mai gli Usa sono ora fuori dalla crisi mentre l’Europa non vede uscita?
Ne abbiamo parlato con Guglielmo Forges Davanzati, professore di Economia Politica all’Università del Salento e autore del libro “Credito, produzione, occupazione: Marx e l’istituzionalismo”.

Secondo Forges Davanzati queste manovre monetarie straordinarie sono state cominciate per aiutare delle banche che si riteneva fossero sotto-finanziate, e che per questo avevano ridotto il credito alle famiglie e alle imprese. In realtà, in un mondo finanziario completamente deregolamentato, le banche hanno utilizzato questa liquidità fornita dalle banche centrali per speculare, soprattutto attaccando i debiti pubblici tra cui quello italiano. Insieme a questo le banche hanno anche ridotto il credito a imprese e famiglie, frenando quindi gli investimenti, aumentando l’occupazione e comprimendo i consumi.

Queste politiche monetarie sono necessarie in un periodo di profonda crisi, ma se non sono accompagnate da manovre espansive, che aumentano la spesa pubblica e riducono le tasse sui redditi bassi, non possono portare a risultati positivi. Questa è la differenza tra Europa e Stati Uniti: mentre gli Usa hanno fatto, seppur timidamente, spesa pubblica si trovano ora fuori dalla fase peggiore della crisi e con gli indicatori tutti positivi, l’Europa al contrario si è imposta anni di austerità, una decisione che l’ha condannata ad anni duri e che ha aumentato il debito pubblico e la disoccupazione. E si trova senza alcun dato in positivo. Al contrario sarebbe necessario un maggiore intervento dello Stato in economia e attraverso nazionalizzazione delle banche.

Lorenzo Battisti