Mentre divergono le versioni sulla morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf di sindacato e inquirenti, che in tempo record sostengono si sia trattato solo di un incidente, continuano le mobilitazioni di attivisti e simpatizzanti. Domani una manifestazione a Piacenza, mentre c’è chi evoca lo sciopero generale.

Versioni discordanti tra inquirenti e sindacato sulla morte dell’operaio egiziano, Abd Elsalam, l’operaio della Gls di 53 anni travolto e ucciso da un camion mentre partecipava a un picchetto davanti alla sede dell’azienda a Piacenza. Secondo Usb il conducente del camion che ha travolto l’operaio è stato incitato dall’azienda a forzare il blocco. Secondo la procura, che è intervenuta ieri a poche ore dai fatti, si è trattato “solo” di un incidente. occorso quando non era in atto alcuna manifestazione o picchetto.

“È vergognoso che il procuratore abbia già scritto una sentenza di assoluzione per camionista ed azienda – afferma ai nostri microfoni Giorgio Cremaschi, sindacalista di lunga data – Vorrei sfidarlo: se davvero non è un omicidio volontario, abbia il coraggio di incriminare per aver detto il falso chi invece sostiene il contrario”. Il sindacalista paragona quanto gli inquirenti stanno affermando col il presunto suicidio di Pinelli o con il tentativo di far credere che Stefano Cucchi si fosse buttato dalle scale per prodursi le lesioni riscontrate dall’autopsia.
Più in generale, per Cremaschi l’uccisione dell’operaio si inserisce nella situazione attuale, dove sembra smarrita l’umanità, dove cresce il tasso di indifferenza ed accettazione dei soprusi padronali.

“Quando ordiniamo su internet un pacco – osserva il sindacalista – dobbiamo sapere che a consegnarcelo sono facchini vittime di un sistema di sfruttamento, come testimoniano le lotte della logistica”. In particolare, i lavoratori di questo settori sono migranti con un elevato grado di istruzione, che vengono in Italia per trovare lavoro ed hanno un alto senso di dignità.
Cremaschi collega poi i fatti di Piacenza con quanto avvenuto a Napoli, dove alcuni lavoratori si sono suicidati perché “emarginati e perseguitati dalla Fiat”.

Eppure stenta una reazione compatta del mondo del lavoro. Qualcuno ha evocato lo sciopero generale, ma non sembra che le organizzazioni sindacali, almeno per quanto riguarda i confederali, vogliano intervenire in questo senso.
“Dobbiamo dare conto al lavoro fatto da sindacati di base e movimenti – rimarca Cremaschi – che stanno facendo un lavoro in questo senso. Da anni Usb e SiCobas cercano di sindacalizzare i facchini della logistica, mentre il 21 e 22 ottobre scenderemo in piazza e pensiamo di fare una grande manifestazione nazionale a Roma per i diritti del lavoro e in difesa della Costituzione”.