La città di Bologna si prepara ad inaugurare perAspera, il festival di arti performative contemporanee con la sua diciottesima edizione dal 18 settembre all’11 ottobre.
In questa edizione il festival fa il “punto” alla sua maniera: con progetti di lunga gestazione che nascono in relazione al patrimonio artistico e architettonico in cui si trasformano spazi e si generano esperienze uniche.
“Punto” è il tema della nuova edizione del festival perAspera
PerAspera è un progetto nel quale le arti performative sono in dialogo creativo con il Patrimonio museale e architettonico. E la promessa è di generare esperienze uniche in un’edizione che ferisce e ricuce.
Quest’anno, infatti, gli organizzatori hanno sentito un’esigenza che nasce da tutte le questioni drammatiche e forti relative a quello che sta succedendo intorno a noi, come la questione palestinese o i problemi che il settore artistico e culturale stanno riscontrando.
Il filo conduttore del festival è incentrato su questa riflessione e riformula gli argomenti costruendo delle narrazioni e degli spazi per raccontare il mondo.
“.punto.” è il titolo dell’edizione 2025 di perAspera. «La parola assume numerose accezioni – racconta ai nostri microfoni la direttrice Maria Donnoli – Fare il punto, come dimostrare la propria chiarezza e posizione, oppure come fare da pungolo, come l’arte che è capace di ferire e ricucire, ma anche come punto caldo, zona di conflitto».
Più in generale, punto come questione, dove PerAspera si pone e attua una presa di posizione che deriva da una richiesta implicita da parte di tutti i conflitti e le ferite che si creano nel tessuto sociale. Come un dizionario, per generare definizioni aderenti, il festival, scompone, guarda da ogni lato, circumnaviga, cerca rispondenze intime collettive, si radica e si trasforma, si lascia costruire dalle presenze e dalle assenze che lo compongono.
Cosi il festival attraversa e abita i musei che hanno accolto la sfida di costruire con PerAspera esperienze nuove come al Cimitero Monumentale della Certosa in cui Alessandro Renda porterà in scena “Nephesh, Proteggere l’ombra”. Inoltre, sono presenti anche altri musei che collaborano, come il Museo Lercaro, che sarà luogo di “Brulla”, un nuovissimo documentario sonoro per voce e live electronics di Francesco Giomi e Michela Azteni, e il Museo delle Bambole. Altre novità sono il Padiglione Espirit Nouveau, dove PerAspera si innesta per due giorni, e la galleria indipendente di Sof:art.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito o con prenotazione. Per tutte le informazioni si può contattare info@perasperafestival.org oppure su tutti i canali social del festival.
ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIA DONNOLI:







