In linea con le ultime contestazioni a Michele de Pascale, governatore dell’Emilia Romagna, che ha riaperto una discussione ormai archiviata sulla possibilità di allestire un centro di detenzione amministrativa per migranti in regione, venerdì 20 febbraio, alle 18.00 al Tpo, si terrà un’assemblea pubblica della rete regionale No Cpr.
Con un’assemblea al Tpo riprende la mobilitazione “No Cpr”
La sicurezza e il tema dei Cpr continua ad infiammare il dibattito politico, dopo la proposta di discussione col governo per l’apertura di un centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Emilia-Romagna, da parte di de Pascale la settimana scorsa.
Il governatore sembra rimanere fermo sulle sue posizioni, nonostante le critiche ricevute dalle forze di sinistra nella sua maggioranza e dal suo stesso partito, il Pd.
De Pascale, in Assemblea Legislativa martedì scorso, ha sostenuto di «non vederci nulla di destra nel dire che la sicurezza, la legalità, il rispetto delle regole e il tema dell’esercizio delle espulsioni per le persone socialmente pericolose sono prioritari».
I Cpr «sono luoghi di tortura, i moderni lager e su questo l’Emilia Romagna si è già pronunciata chiaramente», afferma ai nostri microfoni Damiano di Adl Cobas, una delle realtà della rete No Cpr.
A Bologna infatti la lotta è cominciata a inizio millennio, quando quelle strutture si chiamavano ancora Cpt (Centri di permanenza temporanea) e successivamente trasformati in Cie (Centri di identificazione e espulsione). Costanti mobilitazioni portarono alla chiusura del Cie di via Mattei nel 2014. Questo denota una forte insofferenza di una porzione molto ampia della cittadinanza bolognese.
Le ultime dichiarazioni del governatore emiliano-romagnolo hanno anzitutto provocato la sollevazione della sua maggioranza, che di fatto ha bocciato la disponibilità offerta al governo. Una spaccatura che suggerisce un’ ‘incapacità di mantenere chiari e reali i punti espressi nello stesso programma di mandato.
«Ci sorprende che il dibattito sia nato dal Pd, più che altro per quello che era scritto sul programma, però a quanto pare non è bastato… ha tradito il suo mandato – continua Damiano – L’assemblea è stata chiamata “No Cpr, per la democrazia” perché crediamo che in questo momento, nel nostro territorio, la battaglia contro i Cpr sia una battaglia per democrazia in un mondo che si sta traghettando sempre di più fuori dalla democrazia».
L’assemblea pubblica avrà una composizione larga, ci saranno persone da tutte le città dell’Emilia Romagna, da Parma a Forlì. Sarà anche presente la rete cittadina di Ferrara che si era già mobilitata «per respingere al mittente l’idea di aprire un Cpr proprio sul territorio ferrarese», sottolinea l’attivista.
Particolarmente rilevante sarà la partecipazione dei medici e del tutto personale sanitario, visti gli attacchi inauditi che hanno ricevuto a partire da Ravenna e analogamente a Bologna e Ferrara.
Ci si aspetta un’assemblea aperta e attraversabile da diversi soggetti politici, numerosi infatti sono coloro che non sostengono il progetto, anche se «di un colore politico diverso o per motivi diversi, e anche se non è il linguaggio con cui è stata chiamata questa assemblea – specifica Damiano e poi continua concludendo – Se questo progetto verrà confermato, da Meloni o Piantedosi, troveranno un’opposizione sociale e politica larga e trasversale, in città e in regione che è disposta ad andare fino in fondo».
ASCOLTA L’INTERVISTA A DAMIANO, DEI ADL COBAS:







