Aumento delle monte ore annuale non frontale, taglio dell’indennità di turno da 130 euro lordi al mese, più giorni di apertura in luglio e nidi chiusi nei ‘ponti’. Le proposte del Comune sulla riorganizzazione dei nidi trovano contraria l’Usb.

“Lavorare di più per guadagnare meno”. È in questo modo che l’Unione Sindacale di Base sintetizza le proposte del Comune per la riorganizzazione dei servizi educativi. Da qui la netta contrarietà del sindacato a quanto pensato da Palazzo D’Accursio per le educatrici di tutti i nidi comunali.

La prima proposta riguarda l’indennità di turno. L’Amministrazione ha deciso che le educatrici comunali lavoreranno fino alle 16.30, mentre il prolungamento sarà affidato all’Asp Irides. Questo comporterà un taglio di 130 euro in busta paga che il sindacato di base rifiuta.
Altrettanto inviso all’Usb è l’aumento di 45 ore lavorative annuali per mansioni non frontali, cioè non a contatto con i bambini. Si passerebbe da 155 a 200 ore. Palazzo D’Accursio propone inoltre più giorni di apertura in luglio e nidi chiusi nei ‘ponti’ (come quelli del 4 ottobre e dell’1 novembre).

“Proposte deleterie e per noi inaccettabili”, obietta Vilma Fabiani, del sindacato di base. La chiusura in occasione dei ‘ponti’ (quindi, ad esempio, niente asili aperti il 5 ottobre e il 2 novembre) allinea i nidi alla situazione gia’ in vigore nelle materne. Con gli asili chiusi in queste giornate i collaboratori accumuleranno turni da recuperare ad esempio sostituendo le assenze dei colleghi man mano che si presentano. Per le educatrici, invece, la mancata attività per via dei ‘ponti’ potrà fare ‘pari’ con le giornate lavorative in luglio.

Vi è poi un sospetto che inquieta ed agita l’Usb, quello della privatizzazione strisciante dei servizi educativi. “Con l’affidamento sperimentale di un pezzo di servizio all’Asp e con il peggioramento delle condizioni di lavoro e dei diritti delle lavoratrici, probabilmente il Comune vuole abituare le educatrici ad una nuova gestione che potrebbe subentrare dall’anno prossimo”.