Domani alle 17.00 un’assemblea pubblica per parlare del caso del lavoratore travolto e ucciso a Piacenza e della repressione nei confronti di chi ha protestato per la sua morte.

“Il 14 settembre, Abd El Salam, operaio della GLS veniva travolto e ucciso durante un picchetto davanti all’azienda. Il 15 settembre in molte città italiane i lavoratori scesero in piazza per protestare contro questo omicidio padronale. A Bologna 9 attivisti sindacali sono stati condannati ad aprile senza processo per la manifestazione di protesta mentre ancora si attende giustizia per Abd El Salam”.
Sono queste, in sintesi, le ragioni che hanno portato Usb e Piattaforma Eurostop a indire un’assemblea, prevista per domani pomeriggio alle 17.00 al Centro Congressi Zanhotel in via Boldrini 11 a Bologna.

Ad intervenire saranno il vicepresidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena, Giorgio Cremaschi della Piattaforma Sociale Eurostop, Federico Martelloni di Coalizione Civica, Fabrizio Tomaselli di Usb, l’ex parlamentare Ugo Boghetta, Carlo Guglielmi del Forum Diritti Lavoro e l’avvocata Marina Prosperi.

“Vogliamo organizzare una reazione a questa nuova stagione di repressione preventiva – spiega ai nostri microfoni Luigi Marinelli di Usb – I nove sindacalisti sono stati condannati con delle motivazioni assurde. Da un lato l’aver svolto la manifestazione senza il preavviso di tre giorni, come se avessimo dovuto prevedere tre giorni prima che avrebbero ucciso Abd El Salam. Dall’altro lato le colpe sono di aver acceso un fumogeno colorato e di aver tentato di forzare il blocco di polizia per accedere alla stazione”.
Per la magistratura bolognese questo è stato sufficiente per 9 condanne per direttissima che prevedono il carcere, pena sospesa, e il pagamento di 25mila euro a ciascun condannato.