La logistica continua a tenere banco nelle discussioni nella provincia nord di Bologna. Oltre al forte scontro attorno al progetto del polo logistico di Altedo, c’è un altro fronte che non vede tutti d’accordo. Si tratta dell’allargamento dell’Interporto, l’hub logistico di 300 ettari che sorge nella Bassa bolognese.
Il tema è in discussione da molto tempo, ma nel dicembre scorso l’espansione è stata inserita nel Piano Territoriale Metropolitano (Ptm). Non tutti i Comuni su cui insiste l’infrastruttura, però, sono d’accordo. In particolare, la sindaca di Argelato ha detto chiaro e tondo che «non ci sono le condizioni per andare avanti».

Interporto, l’allargamento dell’hub della logistica ha diverse criticità

Il progetto per l’allargamento dell’Interporto prevede un intervento su quasi 60 ettari nella zona agrigola di Funo di Argelato che va dal Centergross – l’hub per il commercio all’ingrosso adiacente all’Interporto – e la Trasversale di pianura.
L’obiettivo dell’intervento risponde alle necessità manifestate dalla crescita del settore della logistica, in particolare col fabbisogno di capannoni da vendere o affittare alle aziende operanti nel settore.
I Comuni interessati sono tre: Argelato, San Giorgio di Piano e Bentivoglio, che vengono coinvolti nella redazione di un accordo territoriale, necessario per proseguire l’iter urbanistico.

A dare l’altolà, però, è proprio Argelato, Comune maggiormente coinvolto dal progetto, che teme che l’impatto dell’insediamento logistico sia troppo grande, anche per la vicinanza col centro abitato di Funo, specialmente in assenza di una viabilità adeguata, dal momento che gli interventi del Nodo di Funo e dell’Intermedia di pianura sono fermi al palo, poiché legati al Passante di Mezzo.
«Il nostro territorio è già sollecitato moltissimo dal traffico – afferma ai nostri microfoni Claudia Muzic, sindaca di Argelato – e quindi anche da temi di tipo ambientale. Noi quest’aria la respiriamo. La Regione monitora la qualità dell’aria e ci dà un campanello d’allarme anche rispetto a questo territorio, non possiamo fare finta di niente».

A differenza di altri progetti, l’Interporto è raggiunto anche dalla rete ferroviaria e ciò potrebbe rappresentare una soluzione. «L’intermodalità è assolutamente da incentivare e su questo tema l’Interporto ha progetti anche molto interessanti – osserva Muzic – Questa è una prospettiva che, a prescindere da progetti di ampliamento, deve essere portata avanti».
Cionostante, sottolinea la sindaca di Argelato, è inevitabile che la logistica un po’ di traffico inevitabilmente lo porta, quindi i problemi sollevati rimangono comunque sul piatto.

Le criticità sollevate da Muzic segnano un approccio molto diverso a quello della collega di Malalbergo, la sindaca Monia Giovannini, che spinge per la realizzazione del polo logistico di Altedo. Eppure quest’ultimo, a differenza dell’Interporto, non è raggiunto dalla rete ferroviaria.
Sia Altedo che Interporto sono anche i nomi di due uscite dell’autostrada A13 Bologna-Padova, quindi è facile immaginare la natura delle preoccupazioni della sindaca di Argelato, che teme un ulteriore aumento del traffico su gomma, in particolare di tir, nelle strade del suo Comune.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CLAUDIA MUZIC:

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