Lo scorso 6 giugno è uscito su tutte le piattaforme di streaming “Logic”, il nuovo album di CLAT, che si distingue per essere diviso in due versioni, in inglese ed in italiano, e caratterizzato da atmosfere futuristiche e quasi apocalittiche. Abbiamo ascoltato il primo per entrare nel mondo di CLAT!

Dai gruppi punk al pop futuritstico: chi è CLAT?

Clat è il primo progetto da solista di Claudio Tagliabue. Già attivo come cantante e chitarrista per il gruppo rock Dusk (1998-2017) e attuale bassista dei Like Looking for Gold, nel pieno della pandemia ha pubblicato il suo primo lavoro da solo act “March 20 EP”, seguito pochi mesi dopo dal suo primo album ufficiale “Directions”, prodotto da Giordano Colombo e Fabrizio Saullo. Gli anni successivi sono caratterizzati da pubblicazioni molto eterogenee, che spaziano dall’indie alla musica strumentale, fino agli ultimi singoli “Il-logico” e “Brividiii”, che hanno anticipato l’uscita di Logic.

CLAT-Logic

Fin da subito il nuovo progetto di CLAT si distingue per un fortissimo effetto cinematico e da atmosfere ariose e spaziali. Ne è lampamte esempio il primo singolo strumentale (in tutto sono quattro) “My Logic”, che quasi funge da score di apertura di un viaggio intergalattico. Anche nei successivi singoli “Hopeful” e “3020 love affair”, con sonorità synth-pop, danno l’idea di stare vivendo un’avventura negli scenari apocalittici di Blade Runner 2049. Il viaggio continua, e passa dalle sfide di “Climb”, forse il pezzo più sofferto, fino alle ultime due tracce strumentali, tra cui l’ultima “30 seconds to the end”, un vero e proprio esfoliante per lavare via lo “sporco intergalattico” prima di ritornare sul pianeta Terra.

Per tutti coloro che desiderano intraprendere questo viaggio, Logic di Clat è disponibile su Spotify.