Questo sabato il Comitato crinali liberi di Londa organizza una marcia popolare contro la speculazione energetica. Il comitato unisce diverse realtà del territorio che si sono mobilitate contro la costruzione, da parte di Hergo Renewables (che di fatto costituisce una branca di Eni), di un impianto eolico di grande scala sull’appennino fiorentino, in un’area di elevato valore naturalistico e paesaggistico.
Il progetto in questione rientra nell’ambito di un impianto eolico più ampio, che andrebbe ad interessare diversi comuni dei crinali mugellani. Mentre a Londa non sono ancora iniziati i lavori, in un paese poco distante i cantieri sono già in opera.

La marcia popolare e le criticità degli impianti eolici nei crinali toscani

Il Comitato crinali liberi di Londa riunisce diverse realtà associative del territorio, alle quali si è unito anche il progetto Confluenza, nato a Torino con l’obiettivo di preservare le aree verdi urbane, e che ha stabilito contatti con diversi comitati che difendono i territori. «Ciò che viene contestato è innanzitutto l’imposizione dall’alto. Non c’è mai alcun tipo di concertazione con il territorio e con le popolazioni che lo abitano per capire quali sono le vere esigenze. Semplicemente si decide che alcuni territori devono essere devoluti sull’altare della produzione energetica», ha evidenziato Martina Losano, del progetto Confluenza.

Il comitato si oppone alla concezione di transizione energetica che questo tipo di progetto promuove. Pur concordando sulla necessità di uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili, crede che una transizione di questa natura non sia sostenibile. In particolare, viene messa in evidenza l’opportunità di costruire impianti in siti dove il suolo è già consumato, su superfici impermeabilizzate, invece di andare ad intaccare campi agricoli o comunque non cementificati.

Ci sono quindi una serie di criticità generali, che si vanno ad aggiungere a quelle specifiche del caso di Londa: un territorio con un valore ecologico e di biodiversità molto importante, peraltro in prossimità del Parco naturale delle foreste casentinesi. Il progetto eolico, se portato a termine, comporterebbe lo sbancamento della montagna e la costruzione di nuove strade in un luogo pressoché incontaminato, con evidenti ripercussioni sulla fauna, le falde acquifere, e le attività economiche del territorio. In tal senso non preoccupa solo l’impatto sull’agricoltura, ma anche sul turismo, che in questa zona vive delle bellezze naturalistiche dell’appennino.
«Questo tipo di progetto – ha concluso Losano – non fa che riprodurre lo stesso meccanismo di estrattivismo che conosciamo, ma cambiando la fonte dal fossile alle rinnovabili. A portarlo avanti sarebbe, infatti, un colosso energetico finanziato anche da società israeliane».

La marcia di sabato partirà da Contea per concludersi con un’assemblea pubblica di fronte al comune di Londa. L’obiettivo è anche quello di fare pressione sull’amministrazione comunale, che si era espressa contro la realizzazione dell’impianto ma non ha ancora prodotto nessun atto pubblico che esprima questa contrarietà. Verranno messe in luce anche le perplessità emerse riguardo alla poca trasparenza. La relazione anemologica che ha dato il via libera alla costruzione dell’impianto, infatti, è stata secretata, facendo sorgere dubbi sugli impatti che questa avrebbe sul territorio e sulla sua effettiva opportunità in termini di interesse pubblico.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARTINA LOSANO: