La Cgil ha proclamato per venerdì 12 dicembre uno sciopero generale contro la finanziaria del governo Meloni, giudicata “ingiusta e dannosa” per lavoratori, pensionati e giovani. L’astensione dal lavoro riguarderà l’intera giornata e coinvolgerà tutti i settori, pubblici e privati. In programma manifestazioni e cortei in numerose città, dal Nord al Sud del Paese, a testimonianza — sottolinea il sindacato — del crescente disagio sociale e della volontà di cambiare radicalmente l’impostazione della Legge di Bilancio.

Lo sciopero generale della Cgil contro la finanziaria

Le rivendicazioni dello sciopero avanzate dalla Cgil riguardano l’aumento di salari e pensioni, il blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile, il contrasto alla precarietà, una riforma fiscale equa e progressiva e maggiori investimenti nella sanità pubblica, nell’istruzione e nelle politiche industriali e del terziario. Netta anche l’opposizione alla corsa al riarmo, ritenuta una spesa che sottrae risorse fondamentali al welfare e ai diritti sociali.
«Nel Paese, attraverso le riforme costituzionali – sottolinea ai nostri microfoni Massimo Bussandri, segretario della Cgil dell’Emilia-Romagna – si sta predisponendo una democrazia di investitura che sarà solo una democrazia dei ricchi a beneficio dei ricchi».

Secondo il sindacato, le risorse per migliorare le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori esistono, ma vengono distribuite in modo scorretto. La proposta della Cgil è quella di reperire fondi dove “effettivamente si trovano”: profitti, extraprofitti, grandi patrimoni ed evasione fiscale. Con un contributo di solidarietà dell’1% sul patrimonio più ricco del Paese, sottolinea la confederazione, sarebbe possibile raccogliere fino a 26 miliardi di euro l’anno, da destinare a salari, servizi pubblici e welfare.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MASSIMO BUSSANDRI:

Il tema degli expat, l’attacco a Bologna e l’appello agli amministratori

A Bologna lo sciopero sarà accompagnato da una manifestazione che avrà il concentramento alle 9.00 in piazza XX settembre. Da lì partirà un corteo che culminerà in via Rizzoli con i comizi conclusivi. A intervenire sarà il segretario generale della Fp Cgil Federico Bozzanca, insieme al segretario della Cgil di Bologna Michele Bulgarelli, a Monica Michielin, mamma del giovane Mattia Battistelli morto sul lavoro, i giornalisti Paolo Berizzi e Antonella Beccaria e Martina Solidoro dei Municipi sociali.

Nel presentare lo sciopero, Bulgarelli ha citato il tema degli expat, i giovani che lasciano l’Italia in cerca di maggior fortuna. Sono 93mila a livello nazionale quelli che nell’ultimo anno se ne sono andati, ma il fenomeno riguarda per la prima volta anche Bologna, con 700 partenze.
Oltre a ciò, il segretario della Cgil di Bologna evoca i continui attacchi che il governo Meloni riserva alla città, come è stato per il corso riservato all’esercito e rifiutato dal Dipartimento di Filosofia o per la gestione dell’ordine pubblico in occasione della partita di basket con la squadra israeliana del Maccabi Tel Aviv.

Ma è agli amministratori locali che Bulgarelli rivolge un appello, anche a fronte dei tagli subiti in questi anni dagli enti locali, che ora faticano a chiudere i bilanci.
«Gli amministratori locali ci dicono di essere stati derubati – osserva il sindacalista – di essere in difficoltà a chiudere i bilanci. Se vi lamentate in tutti gli incontri coi sindacati che il governo si comporta come lo sceriffo di Nottinghan, venite a sfilare con noi e aderite allo sciopero generale».

ASCOLTA L’INTERVISTA A MICHELE BULGARELLI: