Dopo una maratona notturna per superare l’ostruzionismo in aula della destra, l’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la richiesta di referendum abrogativo della legge Calderoli sull’autonomia differenziata.
L’Emilia-Romagna arriva dopo la Campania, prima Regione ad aver approvato una richiesta di referendum, e gli stessi quesiti saranno approvati anche da Toscana, Puglia e Sardegna.

Referendum per abrogare l’autonomia differenziata: l’Emilia-Romagna approva la richiesta

In realtà i quesiti referendari contro l’autonomia differenziata approvati sono due: uno prevede l’abrogazione totale della legge Calderoli e uno chiede l’abrogazione parziale. Ciò perché giuridicamente vi era il dubbio che la sola richiesta di un’abrogazione totale avrebbe incontrato problemi al vaglio della Corte Costituzionale.
Accanto alla mossa delle Regioni c’è anche l’iniziativa popolare di sindacati e associazioni, in quella che appare una vera e propria mobilitazione nazionale contro l’autonomia differenziata.
Qualora almeno uno di questi percorsi ottenesse il via libera della Corte Costituzionale, il referendum abrogativo potrebbe tenersi nella primavera del 2025.

Eppure l’Emilia-Romagna, insieme a Veneto e Lombardia, era una delle tre Regione che aveva iniziato il percorso per ottenere l’autonomia differenziata. Il presidente uscente Stefano Bonaccini, però, ha sostenuto che la legge Calderoli è molto diversa dall’idea originaria di autonomia che il nostro territorio avrebbe richiesto.
«Di diverso la legge Calderoli ha la mancata concordia con le Regioni in conferenza unificata – spiega ai nostri microfoni Federico Amico, consigliere regionale di Emilia-Romagna Coraggiosa – C’è la contrarietà dell’Anci, dell’Unione delle Provincie Italiane e una serie questioni legate ai livelli essenziali delle prestazioni che sono rimandati a una fase successiva e senza alcuna risorsa per le Regioni per poter parificarli».

ASCOLTA L’INTERVISTA A FEDERICO AMICO: