Fiducia dell’aula del Senato sul maxiemendamento della legge di stabilità. Dal testo viene stralciato l’emendamento sulla rivalutazione delle pensioni fino a 5 volte il minimo. I sindacati manifesteranno venerdì a Roma.

L’allarme dei sindacati era stato lanciato già nel pomeriggio di ieri, quando l’aula del Senato non aveva ancora votato il testo della legge di stabilità. Il via libera è poi arrivato in tarda serata col voto di fiducia. Dal maxiemendamento che riscrive la legge resta fuori l’indicizzazione delle pensioni fino a 5 volte il minimo, confermando la rivalutazione al 100% per gli assegni fino a 3 volte il minimo (1443 euro).

In questo modo, dal 1 gennaio 2014, le pensioni superiori a questa soglia non vedranno la rivalutazione al 100% sulla base dell’aumento del costo della vita. Così, “i pensionati che hanno versato contributi per 35 o 40 anni di lavoro non avranno tutelato il loro potere d’acquisto per il terzo anno consecutivo”, spiega Valentino Minarelli, segretario di Spi-Cgil. I pensionati non accettano una nuova decurtazione delle pensioni, lamentando la mancanza di patrimoniali sulle grande rendite quando quella uscita ieri dal Senato “è, di fatto, una patrimoniale sulle pensioni”.

Le segreterie territoriali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, raccogliendo la protesta dei pensionati, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Enrico Letta, chiedendo che “il Parlamento onori l’impegno che il precedente Governo si era assunto, per dare tranquillità e sicurezza ai pensionati”, una maggiore equità e giustizia sociale, e un adeguamento al fondo nazionale per la non-autosufficienza.

Il discorso viene quindi rimandato alla Camera, dove il Governo, secondo il viceministro all’economia Stefano Fassina, si impegnerà ad apportare le modifiche per migliorare le indicizzazioni alle pensioni. Minarelli tuttavia non sembra ottimista: “prendo atto di questo impegno del viceministro, però siamo già stati scottati”.

La mobilitazione dei sindacati verrà portata a Roma, venerdì 29 novembre, in occasione della manifestazione promossa dalle segreterie nazionali delle tre sigle. “Bisogna stare all’erta – dice Minarelli – e fare le pressioni giuste perché davvero ci sia una legge di stabilità più giusta e più equa”.

Andrea Perolino