Un appello firmato da Pierluigi Bersani, Beppe Giulietti, Flavio Lotti, Luisa Morgantini, Daniele Novara e altri nomi del pacifismo, della politica e della cultura chiede lo sciopero generale contro la guerra. L’iniziativa, partita da Roberto Lovattini, maestro elementare e pacifista, ha trovato tante persone a partire dalla città di Piacenza e oltre e ora vuole diventare una raccolta firme nazionale.

I pacifisti lanciano un appello per uno sciopero generale contro la guerra

«La lettera-appello è determinata dall’eccezionalità del momento – osserva Lovattini nel presentare il documento firmabile su Change.org – Stiamo veramente rischiando un’escalation senza precedenti che potrebbe portarci verso scenari indicibili. Ma già quanto successo e quanto succede quotidianamente rappresenta un orrore non tollerabile».
Gaza, il Libano, la guerra in Ucraina e gli altri conflitti aperti nel mondo puntano tutti verso la terza guerra mondiale. Uno scenario che va fermato con ogni mezzo necessario. È per questo che i promotori dell’appello chiedono ai sindacati l’indizione di uno sciopero generale dei produttori e dei consumatori contro la guerra.

«L’Italia e l’Europa, per chi ancora non lo sapesse, sono in guerra – sottolinea Lovattini – Noi diciamo: basta armi inviate in Israele e in Ucraina e ovunque ci sono conflitti armati».
L’appello parte dalla constatazione che in Italia e in tutta l’Europa i governi non mettono la loro autorevolezza e la loro iniziativa al servizio di trattative di pace, nulla viene fatto per far terminare i massacri a Gaza e in tutta l’area mediorientale.
«Scriviamo questa lettera appello rivolta a tutti i sindacati italiani – si legge nell’appello – affinché valutino l’indizione di uno sciopero generale nazionale che noi proponiamo sia dei produttori e dei consumatori».

Tra i promotori figura anche Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, che nel suo intervento ha sottolineato le violazioni sistematiche del diritto internazionale e umanitario. «Ci sono governi, ci sono responsabili della politica internazionale – ha affermato Lotti – che se ne fregano di tutte le regole e di tutte le leggi che sono state scritte dai nostri padri dopo la fine della seconda guerra mondiale. Dopo quell’orrore erano stati messi dei paletti, erano state scritte delle regole, era stata costruita l’Organizzazione delle Nazioni Unite che, con tutti i suoi limiti, era riuscita fino a oggi a impedire lo scoppio di una terza guerra mondiale».

Oltre alla richiesta di indire uno sciopero generale, i pacifisti continuano la mobilitazione e il prossimo 26 ottobre daranno vita a sette manifestazioni in altrettante città (Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Palermoi, Roma e Torino) con la parola d’ordine “Fermiamo le guerre, il tempo della pace è ora”.