La polizia si presenta ai cancelli di Centrale Adriatica di Anzola dell’Emilia dove era in corso il presidio dei facchini delle cooperative. Le testimonianze parlano di un ferito e due arresti. I lavoratori chiamano la cittadinanza al picchetto.

La polizia si è presentata questa mattina ai cancelli di Centrale Adriatica, dove i facchini e il sindacato Si Cobas erano in presidio permanente contro il nuovo appalto ad cooperativa Altercoop. Le forze dell’ordine sono arrivate per fare riprendere l’attività lavorativa, interrotta dal blocco dei facchini.
Di fronte al rifiuto da parte dei lavoratori, si sono registrate tensioni e tafferugli che hanno prodotto un ferito e due fermi.

“Ci eravamo seduti per terra – racconta una manifestante solidale che vuole restare anonima – e le forze dell’ordine ci hanno trascinati via con la forza, usando anche i manganelli”. Un lavoratore sarebbe stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale. Sorte analoga per una manifestante, che aveva cominciato ad urlare per protesta.

Intanto proprio ieri alcuni aderenti al sindacato di base dei Cobas, tornando dal corteo dello sciopero europeo, hanno notato dei cartelli attaccati per conto della direzione in un supermercato Coop nella zona di Piazza Santo Stefano, dove la manifestazione stava per concludersi.

I Cobas sono subito entrati nell’esercizio commerciale, protestato e staccato tutti i suddetti cartelli dove la direzione definiva la protesta dei facchini di Coop Adriatica “ingiustificata” e si scusava con i consumatori. Il sindacato di base ha poi diffuso un comunicato dove ha definito l’azione della Coop una “vergognosa discriminazione”. I cartelli sono stati raccolti e staccati “tra la costernazione e l’imbarazzo dei consumatori e dei lavoratori Coop – continua il comunicato dei Cobas – Invitiamo i cittadini e soprattutto i soci Coop ad andare nell’esercizio vicino casa a ripulire le corsie e gli scaffali da questa vergogna”.

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