“Resistenza e nuova resistenza”. Il periodico dell’A.N.P.I. provinciale di Bologna cambia veste per diventare strumento di formazione civica e di contrasto al neofascismo.

Una nuova immagine non implica che qualcosa cambi nella propria sostanza, ma può succedere che ne sia l’effetto. Ed, infatti, è questo il caso di “Resistenza e nuove resistenze”, il periodico dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ed in particolare della sezione provinciale di Bologna, che conclude con il numero di dicembre un percorso di rinnovamento avviato nell’estate 2016. Al titolo originario, “resistenza”, si aggiunge l’aggettivo che dichiara la missione di questa rivista: dar vita ad una nuova resistenza a distanza di settant’anni ed oltre dalla nascita del movimento partigiano, che si oppose e liberò l’Italia dal fascismo. Un nuovo formato, più denso di contenuti e collaborazioni, significa un impegno più sostenuto rispetto a tematiche che non riguardano solo l’associazione in sé, ma anche il territorio bolognese, quello italiano, ed in definitiva il contesto internazionale.

Un rinnovamento, dunque, motivato e diretto da una precisa volontà: quella di aprirsi all’intera cittadinanza e di formare opinione pubblica, un passaggio cioè da ‘informazione a formazione’, come mettono in evidenza il direttore del giornale Mauro Maggiorani ed il capo redattore Gabriele Sarti. Formazione che passa anche e soprattutto dalla scuola: così nasce la collaborazione dell’A.N.P.I. di Bologna con il MIUR per permettere agli ultimi partigiani, testimoni diretti della lotta al fascismo, di diffondere tra gli studenti di oggi la loro esperienza e le idee che la guidarono. Formazione che si fa tanto più urgente quanto più frequenti diventano gli episodi di neofascismo su tutto il territorio nazionale e che richiedono un’adeguata risposta civica e politica.

In Italia, sembra un paradosso storico tornare a parlare di attualità del fascismo: abbiamo una Costituzione che dovrebbe prevenirne la ricomparsa, ma rimane il problema di far rispettare ed applicare i principi costituzionali, come ricorda Sarti. Questo è ancora l’obiettivo dell’A.N.P.I., il cui compito non è tanto quello di ricostruire un’ideologia di sinistra, onere dei partiti politici, quanto quello di sensibilizzare all’antifascismo e custodire la memoria dei fatti che hanno portato alla Costituzione stessa, un documento sostanzialmente antifascista.

Marta Campa

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