Dopo le tappe estive che hanno toccato Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Umbria, il Festival del Turismo Responsabile riparte con un calendario che nel giro di poche settimane attraversa otto regioni italiane, intrecciando cammini, laboratori, incontri e spettacoli attorno al tema scelto per questa 18° edizione: Geografie di Pace – mobilità/rsi attraverso confini e culture. Un filo conduttore che invita a leggere il viaggio come pratica di relazione e cura dei territori.
“Il turismo responsabile può farsi pratica concreta di pace”, ha dichiarato Sonia Bregoli, co-fondatrice del festival, spiegando come attraversare i luoghi possa oggi diventare un’occasione per accogliere le diversità e costruire ponti tra comunità.
La Sardegna apre settembre, tra Alghero e Ogliastra
Il mese si apre con la tappa di Alghero, dal 4 al 6 settembre, che racconta la propria identità multiculturale nata dall’incontro secolare tra lingue e popoli diversi. Si comincia venerdì 4 con una giornata dedicata al legame tra la Sardegna e il mondo: protagonisti i Circoli dei Sardi nel Mondo, che ripercorrono storie di migrazione e appartenenza, accompagnati da “La voce delle radici”, una postazione radiofonica aperta al racconto di cittadini e viaggiatori. Sabato 5 settembre è in programma una tavola rotonda sul turismo responsabile, mentre domenica 6 chiude la tappa il trekking urbano “Quattro passi per meditare sulla pace”, tra i luoghi simbolo della memoria cittadina.
Dal 12 al 20 settembre tocca all’Ogliastra. Qui il festival racconta un territorio dove leggende, credenze popolari e riti magico-religiosi fanno ancora parte della memoria collettiva: a Seui si trova il museo S’Omu de sa Maja, dedicato interamente a stregoneria e magia dell’isola. L’Ogliastra custodisce anche un patrimonio archeologico straordinario, le Domus de Janas, tombe scavate nella roccia da poco riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO, concentrate soprattutto nel comune di Lotzorai, dove sorge la necropoli di Fund’e Monti, conosciuta anche come Tracucu. Il programma comprende un concerto immerso nella natura al sito archeologico di Sa Carcaredda a Villagrande Strisaili ( il 19 settembre), trekking sui sentieri di Talana, tappe sul Trenino Verde, laboratori di ceramica nuragica e degustazioni delle eccellenze locali. Domenica 13 settembre la rete Ogliastra Green promuove inoltre un incontro sul turismo sostenibile nelle aree interne.
Palermo, tra quartieri, cammini e la memoria di Danilo Dolci
Dal 18 al 20 settembre torna la storica tappa palermitana, anticipata il 12 settembre da un evento OFF ad Alcamo, l’Urban Sunrise Walking Tour tra le opere di arte pubblica del quartiere Maria Ausiliatrice. A Palermo si parte il 18 con “La Kalsa in tasca”, un’esplorazione urbana rivolta agli studenti, e con il walking tour del Padiglione Palermo del Museo Diffuso delle Città del Mondo, guidato da cittadini che hanno scelto la città come casa. Il giorno seguente la camminata “Verso il confine Sud” segue il lungomare dalla Cala fino a Sant’Erasmo, mentre nel pomeriggio il laboratorio “Sguardi plurilingui” coinvolge grandi e piccoli in un percorso creativo sulle identità in movimento. Chiudono la tappa, domenica 20, la visita a Borgo di Dio a Trappeto, luogo simbolo dell’opera educativa e nonviolenta di Danilo Dolci, e il laboratorio “Restare è una geografia”, curato dalla Scuola di Restanza e Futuro.
Bologna, un mese intero da protagonista
La tappa più lunga dell’edizione è quella della città che ha visto nascere il festival diciotto anni fa: dal 18 settembre al 18 ottobre Bologna ospita un calendario diffuso tra centro, Appennino e provincia, costruito attorno a una domanda: quale geografia della città abitiamo davvero, e dove passano oggi i confini tra centro e periferia, tra pianura e montagna?
In città, dal Migrantour a Punk in Bologna
Il programma cittadino parte il 18 settembre con l’edizione speciale di Migrantour, la passeggiata interculturale costruita sulle mappe emozionali di chi vive Bologna, seguita il 19 da “Abitare il cibo”, cooking class multiculturale, e il 20 da “BikeBenessere”, pedalata lungo il Navile fino a Bentivoglio. Il 25 settembre arriva la Passeggiata Multisensoriale Pratello, mentre lo stesso weekend il Centro Sociale della Pace ospita per la prima volta due giornate di Mezzodì, la piattaforma dedicata all’editoria e alla cultura del Mezzogiorno, tra presentazioni, mostre e concerti. Il 26 settembre l’artista e architetto Francesco Careri, co-fondatore di Stalker/Osservatorio Nomade, guida la deriva urbana “Verso il Pilastro: chi perde tempo, guadagna spazio”. Tra gli appuntamenti autunnali in città, un workshop di danza Forrò accessibile il 9 ottobre, una pedalata sulle tracce degli antichi teatri bolognesi il 16 e, il 17 ottobre, il ritorno per il quarto anno di “Punk in Bologna”, itinerario nei luoghi della scena punk cittadina tra anni Settanta e Ottanta.
Tra Appennino e provincia: da Lizzano a Marzabotto
Da fine settembre la tappa si allarga ai comuni dell’Appennino e della provincia. A Lizzano in Belvedere, il 27 settembre, il progetto “Ricuciamo le distanze” mette in dialogo, con laboratori di cucito solidale, la montagna bolognese e Lampedusa. A Imola, il 2 ottobre, “La matematica in città” è una passeggiata alla scoperta della matematica nascosta tra le vie del centro. A Ozzano dell’Emilia, il 3 ottobre, “Sentieri di cura” attraversa il Parco dei Gessi, mentre il 4 ottobre a Monzuno, nella frazione di Montorio, un’ escursione di 7 chilometri racconta storia rurale e vigneti. Si prosegue il 10 ottobre a Marzabotto con il trekking letterario “Radici resistenti. I racconti dell’acqua” e l’11 a Monte San Pietro con “Planet Trek – Sentiero dei Pianeti”, tra escursionismo e divulgazione scientifica.
La tappa bolognese si chiude il 18 ottobre a Modena con un evento di mappatura partecipativa che anticipa la vera e propria tappa modenese, in programma dal 23 al 25 ottobre, per poi tornare il 12 novembre con l’evento OFF “Verso il voto delle donne. Luoghi e memorie della partecipazione politica a Bologna”.
Patrimonio UNESCO e paesaggi di confine: Mantova, il Trentino e la Romagna
A Mantova, Sabbioneta e nelle Terre dei Gonzaga, sito Patrimonio Mondiale UNESCO, la tappa (dal 25 settembre al 4 ottobre) si apre con un incontro sull’accessibilità del sito, tra mappe tattili e strumenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, e prosegue con il ciclotour “Un filo d’acqua e di storia” tra Mantova e Sabbioneta, una conferenza sul Grand Tour, la degustazione “Cucine di pace” e un flash mob per la pace in Piazza Mantegna.
In Trentino, tra il 25 settembre e il 3 ottobre, la Valle di Ledro e le Giudicarie, Riserva di Biosfera UNESCO, chiudono il percorso avviato in estate con quattro incontri dedicati al rapporto tra paesaggio, energia e sviluppo sostenibile, nei comuni di Ledro, Arco, Riva del Garda, Storo, Tenno e Pieve di Bono. Nelle Valli della Romagna, tra il 26-27 settembre e il 3-4 ottobre, il festival intreccia cucina interculturale, con la piadina romagnola che dialoga con la tradizione marocchina, un trekking sulla storia dei popoli dell’Appennino e un cammino sui luoghi della Battaglia di Monte Finocchio insieme alla comunità Sikh, per ricordare il contributo dei soldati dell’Ottava Divisione indiana alla liberazione del territorio.
Il viaggio continua fino a metà novembre
Il calendario di IT.A.CÀ 2026 non si esaurisce con settembre. Nelle settimane successive il festival raggiungerà anche Brescia e le sue Valli, Ravenna e il borgo di Brisighella, Pavia e l’Oltrepò pavese, il Monte Catria nelle Marche, la Brianza e i Laghi, e infine Milano, per un totale di sedici tappe distribuite su tutto il territorio nazionale.
Un festival sostenuto da Banca Etica, Legambiente e AITR
L’edizione 2026 è sostenuta da Banca Etica, che rinnova le partnership storiche con AITR, Legambiente e Borghi Autentici d’Italia, a cui si aggiunge quest’anno la nuova collaborazione con AMODO – Alleanza Mobilità Dolce. Promosso da YODA aps e NEXUS Emilia Romagna, il festival è approdato di recente anche su IDEAS_Italy, il progetto della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Nato nel 2009 a Bologna da un’idea di YODA aps, NEXUS Emilia Romagna e COSPE onlus, IT.A.CÀ è oggi il primo e unico festival italiano interamente dedicato al turismo responsabile, e nel 2018 ha ricevuto un riconoscimento dall’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite. In diciotto anni ha coinvolto oltre 700 realtà tra locali, nazionali e internazionali.







