Dal 2 al 25 ottobre tra Bologna e Budrio torna il festival dedicato alla fotografia sociale e documentaria. Mostre, incontri e workshop per interrogarsi sul ruolo del fotogiornalismo in un’epoca sommersa dalle immagini. Siamo sicuramente la generazione che ha visto più immagini nella storia dell’umanità. Ma spesso non sappiamo guardarle. Scorrono continuamente sui telefoni, sui social network, nei siti di informazione; possono essere modificate, private del loro contesto e oggi persino generate senza che ciò che mostrano sia mai esistito.In questo scenario il fotogiornalismo torna a porre una domanda antica e insieme estremamente contemporanea: che cosa significa raccontare la realtà attraverso un’immagine?
È una domanda che attraversa l’ottava edizione di CLOSER – Dentro il reportage, festival di fotografia sociale e documentaria che torna tra Bologna e Budrio con mostre, incontri, visite guidate e workshop. L’inaugurazione bolognese è prevista venerdì 2 ottobre alle 17.30 alla QR Photogallery di via Sant’Isaia 90; quella di Budrio sabato 3 ottobre alle 17 alla Sala Ottagonale delle Torri dell’Acqua. Promosso dalle associazioni TerzoTropico-APS e Tempo e Diaframma APS, dal Comune e dalla Pro Loco di Budrio, con il sostegno del Comune di Bologna, CLOSER nasce come punto d’incontro fra fotografi, giornalisti, studenti e appassionati e dal 2017 affianca autori conosciuti alla valorizzazione di fotografi emergenti selezionati attraverso una call internazionale. L’ambizione, dichiarata dagli organizzatori, è farne progressivamente un appuntamento di rilievo nazionale, mantenendo al centro fotografia sociale, documentaria e fotogiornalismo.
Dall’Iraq al Congo, storie lontane dai riflettori
Le esposizioni attraversano territori e questioni molto diverse.
ESPOSIZIONI A BOLOGNA – Negli spazi della QR Photogallery, saranno presentati “Drifting Shadows” di Fiorella Baldisserri, “Lavender” di Amos Ferro, “I carbonai di Serra San Bruno” di Tiziana Marchetti e “The Price of Oil” di Daniela Sala.
ESPOSIZIONI A BUDRIO – Verranno trasformati in spazi espositivi vari luoghi della città. Alla Sala Rosa (via Marconi 3B) sarà presentato il lavoro di Alfredo Bosco sulla crisi irachena legata al Captagon e alle droghe sintetiche, mentre nella Chiesa di Sant’Agata (via Marconi 35) Marika Puicher porterà un progetto dedicato alle storie di donne sopravvissute alla violenza. Nello stesso spazio troverà posto anche una mostra storica intitolata “Harris Tweet Story”. Alle Torri dell’Acqua (via Benni 1) arriverà invece “RDC: vivere sotto l’M23” di Paloma Laudet, insieme ai lavori di Abdoul Karim Diallo e Mariam Niarè provenienti dalle Rencontres de Bamako. Palazzo Gandolfi Chiusoli (via Bissolati 108) ospiterà “Frontlines of Dignity” di Marylise Vigneau, vincitrice del Premio CLOSER, mentre alla Biblioteca Majani Nasica (via Garibaldi 39) sarà esposto “The Last Butterflies” di Valentina Sinis, vincitrice del Premio Alex Nazzarro.
Ne viene fuori una geografia fotografica molto ampia, nella quale il reportage torna alla propria vocazione originaria: portare lo sguardo dove spesso l’informazione quotidiana arriva soltanto per pochi istanti, oppure non arriva affatto.
Prima dello scatto viene la relazione
Il tema dello sguardo diventa ancora più evidente nei due workshop organizzati a Budrio. Il 4 ottobre Alfredo Bosco condurrà il Laboratorio di Fotogiornalismo ed Etica: Tracciare l’Aspetto Umano nelle Immagini. Non sarà semplicemente un corso sulla tecnica fotografica: al centro ci saranno la responsabilità morale e professionale del fotografo, il rapporto con le persone fotografate e il rispetto della loro dignità. L’11 ottobre sarà possibile invece partecipare al workshop di Pino Ninfa Geografie dell’incontro. Il laboratorio proprone la fotografia come esercizio di presenza ed attenzione, donando valore alla relazione con le comunità e i luoghi che si fotograferanno, intrecciando insieme individuo, territorio e tempo.
Budrio diventerà così un territorio da esplorare fotograficamente, cercando quelle “geografie invisibili” composte da attese, incontri, dialoghi silenziosi e piccoli frammenti di umanità. L’obiettivo non è realizzare una descrizione turistica della città, ma arrivare a costruirne attraverso le fotografie una personale mappa emotiva. I due laboratori, entrambi a numero ristretto, sembrano quindi raccontare due facce della stessa idea: con Bosco la responsabilità di chi guarda; con Ninfa il tempo necessario per riuscire davvero a vedere.
In un tempo nel quale produrre fotografie è diventato facilissimo, CLOSER sembra ricordarci che fare un’immagine e guardare sono due cose molto diverse. E che forse il compito più difficile del reportage contemporaneo non è aggiungere altre fotografie alle migliaia che vediamo ogni giorno, ma riuscire a farcene osservare davvero una.
Info
Quando: dal 2 ottobre al 25 ottobre 2026 Dove: Bologna e Budrio Inaugurazioni: Venerdì 2 ottobre 2026 ore 17,30 Bologna QR Photogallery in Via Sant’Isaia, 90 e Sabato 3 ottobre 2026 ore 17 Budrio Sala Ottagonale delle Torri dell’Acqua Via Benni, 1 Ingresso: gratuito con accessi senza barriere architettoniche. Iscrizioni Workshop: prenotazioni all’ email workshopcloser@gmail.com







