Di ritorno dalle ferie, anche la musica abbandona la vacanza e torna a fare uscire nuovi album e singoli. Scopri quali sono le uscite discografiche di venerdì 4 settembre. Sette nuovi album tra rock, elettronica, ambient, folk, e jazz.

Le nuove uscite discografiche del 4 settembre 2026

Kasabian – ACT III

Con il nono album in studio della band, Serge Pizzorno riporta le chitarre in primo piano dopo le incursioni sempre più marcate nell’elettronica e nella dance degli ultimi lavori. Ma non si tratta di un semplice ritorno al passato. Rock, elettronica, psichedelia e grandi melodie pop convivono all’interno di un album pensato come un viaggio unico, con dieci brani accompagnati da tre intermezzi atmosferici. Pizzorno, che ha prodotto il disco insieme a Mark Ralph, lo ha concepito quasi come una sequenza cinematografica, disseminando lungo il percorso richiami alle diverse epoche della band. Al centro c’è anche “Great Pretender”, brano dedicato al dubbio e all’insicurezza – non come debolezza, ma come quella tensione elettrica che precede il momento in cui si sale sul palco.

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Carmen Villain – Memoria

Questo disco ambient e dub spettrale dura appena sette tracce, ma sembra dilatarsi nel tempo. Il clarinetto di Villain dialoga con il flauto di Johanna Orellana e la tromba di Eivind Lønning; il respiro, il vento, le registrazioni d’ambiente e le texture elettroniche diventano parte della composizione. “Entre Nosotros” introduce perfettamente questo mondo, mescolando materiali d’archivio e nuove registrazioni. “Blue” lavora invece sulla sensazione di una memoria che perde continuamente la propria forma, mentre “Blue (Jlin ReWxrk)” porta negli spazi aperti dell’album la particolare grammatica ritmica della producer Jlin. Il 5 ottobre Villain presenterà “Memoria” all’Auditorium San Fedele di Milano, per la rassegna “Inner_Spaces”, in quella che sarà la prima italiana del disco.

Chat Pile – Who Loves the Sun

Il terzo lavoro della band di Oklahoma City parte ancora dal noise rock e dallo sludge, ma allarga ulteriormente il proprio vocabolario verso post-punk, new wave, indie rock e perfino trip-hop. Raygun Busch canta di intelligenza artificiale, ansia climatica, ricchezza accumulata, sistemi economici corrotti e apatia collettiva. L’isolamento della loro città di origine, già fondamentale in “God’s Country” e “Cool World”, torna come sfondo umano e geografico di un album nel quale il degrado non è una catastrofe improvvisa: è qualcosa che accade lentamente, mentre tutti continuano a vivere normalmente. “Creature” apre il disco in un’atmosfera scura e quasi grunge; “Deep Blue” trasforma invece il post-punk in una specie di marcia ballabile verso il disastro. La tracklist è composta da dieci brani, da “Creature” fino alla desolata “October All the Time”.

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Paris Paloma – The Fatal Flaw

Il secondo album di Paloma è dichiaratamente un disco sull’amore — anche quando parla della sua assenza — e lo affronta come esperienza sentimentale, politica e artistica. Brani come “Stem the Flow” guardano alla sopravvivenza e alla forza interiore; “Miyazaki” porta invece nel disco un immaginario legato allo Studio Ghibli, mentre “Pre-Raphaelite” insiste sulla relazione fra bellezza, identità e rappresentazione.

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Arab Strap – Half-Told Tales

Aidan Moffat e Malcolm Middleton non hanno mai avuto particolare interesse per il romanticismo convenzionale. Le loro canzoni stanno piuttosto nel punto in cui desiderio, solitudine, sesso, nostalgia e autodistruzione si confondono, spesso con una buona dose di humour nero. Il loro nuovo disco contiene quattordici tracce e già titoli come “You You You”, “Be a Man”, “Fighting For You”, “Glamour Magick” e “Dollar Park” suggeriscono che la consueta miscela di confessione e sarcasmo non sia stata abbandonata.

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Spell Songs – In Thin Air

L’ensemble Spell Songs riunisce musicisti provenienti dal folk, dalla tradizione e dall’elettronica: Julie Fowlis, Seckou Keita, Karine Polwart, Kris Drever, Rachel Newton, Beth Porter e Jim Molyneux. Il nuovo capitolo del progetto è costruito attorno a sette parole — Nido, Uovo, Becco, Canto, Piuma, Volo e Migrazione — che diventano altrettante tappe di un racconto sulla vita degli uccelli e sulla loro progressiva scomparsa dai nostri cieli. Kora, violoncello, arpa elettronica, harmonium e voci costruiscono un paesaggio nel quale gli uccelli diventano anche metafora di migrazione, sradicamento, resilienza e appartenenza.

Lefto – Lefto presents Jazz Cats Vol. 4

Quattordici tracce curate dal DJ e produttore belga Lefto attraversano jazz contemporaneo, hip-hop, elettronica, afrobeat, spiritual jazz e sperimentazione, mettendo insieme nomi come Aquiles Navarro, Ola Tunji, Helena Casella, Lupo Spaccaro, Lucid Lucia e Kuna Maze. Più che una semplice compilation, “Jazz Cats Vol. 4” fotografa una scena nella quale il jazz diventa un linguaggio aperto, capace di assorbire beat, elettronica, improvvisazione e influenze globali.