Cosa accade quando un artista contemporaneo entra in dialogo con un luogo storico fortemente caratterizzato come Palazzo Milzetti, a Faenza? La risposta arriva con “Presenze” di Alessandro Roma, la mostra che, fino all’11 ottobre, porta nelle sale del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna un insieme di opere prevalentemente in ceramica, ma anche in tessuto, carta e altri materiali. La mostra, curata da Domenico Iaracà, nasce in occasione di Argillà Italia 2026, in collaborazione con il Museo Internazionale delle Ceramiche.
“Presenze”, di Alessandro Roma, in mostra fino all’11 ottobre
È un incontro tutt’altro che semplice. Palazzo Milzetti, infatti, è già un ambiente fortemente decorato, nel quale gli affreschi e le grottesche di Felice Giani e della sua bottega costruiscono un universo popolato di colori, figure vegetali, animali fantastici e motivi ornamentali.
«È un contenitore in cui è difficile portare delle opere che non vadano proprio in contrasto con l’ambiente nel suo insieme», spiega Elena Rossoni, direttrice di Palazzo Milzetti. La sfida, dunque, era trovare un artista capace non di imporsi sul palazzo, ma di entrare in relazione con esso.
Ed è proprio questo, secondo Rossoni, il risultato più interessante del progetto: «Quello che è riuscito a fare Alessandro Roma con le sue opere, con le sue Presenze, è un intervento in armonia».
Le opere sono distribuite tra il piano terra e il piano nobile, inserite negli ambienti in modo da creare un percorso fatto anche di incontri inattesi. «Creando queste figure costruite attraverso la ceramica, il tessuto, la carta e diversi materiali, inseriti nell’arredo o in alcuni spazi particolari del Palazzo, riesce a creare continuamente, di sala in sala, delle sorprese, ma nello stesso tempo rispettando e armonizzandosi con l’ambiente», racconta la direttrice.
Il filo conduttore della mostra è la natura, elemento centrale nella ricerca di Alessandro Roma e particolarmente significativo all’interno di Palazzo Milzetti. Le opere dell’artista non riproducono semplicemente il mondo naturale: lo trasformano attraverso forme, colori, dimensioni e materiali, dando vita a un universo personale e immaginativo.
La scelta appare quasi come un prolungamento contemporaneo di ciò che già abita le decorazioni del palazzo. La natura fantastica delle grottesche di Giani incontra così una nuova natura, quella immaginata da Roma.
«È la sua visione che si ispira fortemente alla natura: i colori, le forme, le dimensioni l’hanno come punto di riferimento», osserva Rossoni. E aggiunge: «Non è una natura rappresentata in maniera banale, anzi: ha una capacità, attraverso i colori e le forme, di creare questo ideale mondo fitomorfo, ma con una sua identità assolutamente unica».
Il vero elemento distintivo della mostra, tuttavia, è forse proprio il ruolo affidato al palazzo. Non un semplice contenitore neutro, ma una componente attiva dell’esposizione.
Rossoni parla infatti di «un modo nuovo di rivisitare» Palazzo Milzetti: «Un confronto tra l’antico, il neoclassico e il contemporaneo».
È una dinamica che permette anche al museo di rinnovare la propria capacità di raccontarsi. Le opere di Roma non cancellano ciò che già esiste, ma invitano a guardarlo nuovamente.
«Il fascino del palazzo a cui si aggiunge la sorpresa di queste Presenze che lo vanno ad arricchire, a dare una nuova lettura, una nuova voce», è l’emozione che Rossoni racconta di aver raccolto da una visitatrice durante l’inaugurazione.
Ed è forse proprio questa la chiave della mostra: non aggiungere semplicemente qualcosa a Palazzo Milzetti, ma permettere al palazzo di essere visto ancora una volta con occhi diversi.
Le “Presenze” di Alessandro Roma si incontrano così lungo il percorso, quasi come forme di una natura immaginaria che ha trovato temporaneamente casa negli ambienti neoclassici. Il visitatore può seguirle attraverso la piantina predisposta dal museo, oppure lasciarsi guidare dalla sorpresa.
«Anche senza pianta, uno le scopre via via, mentre si muove», sottolinea Rossoni. «C’è anche il piacere della sorpresa, della scoperta, di trovarsi queste Presenze all’interno dell’ambiente».
ASCOLTA L’INTERVISTA A ELENA ROSSONI:







