“Si sono comportati così perché siamo Sinti”, questa l’impressione di uno dei presenti all’irruzione della polizia durante la lezione sulla Costituzione.

Era domenica mattina e la lezione sulla Costituzione era appena iniziata. I poliziotti sono entrati nella sala, senza però identificarsi – stante quanto riferito dai presenti – e alle 10.30 di mattina avrebbero chiesto a tutti i presenti i documenti di identificazione.

Il fatto è accaduto domenica scorsa, – ieri – alla sala comunale del centro civico “Lino Borgatti”,in zona Lame, del quartiere Navile di Bologna, che era in quei momenti impiegata come aula per formazione sulla Costituzione.

La sala, infatti, era stata regolarmente chiesta dal Comitato unitario democratico ed antifascista della Bolognina e del Navile di Bologna, che stava tenendo una lezione sulla Costituzione per un gruppo di zingari Sinti, tutti cittadini italiani, residenti nel vicino campo nomadi di via Gobetti. L’iniziativa non era alla prima uscita e le forze dell’ordine non avrebbero chiesto agli organizzatori di cosa si trattasse.

Un controllo di polizia alquanto insolito e a sorpresa, non concordato con gli organizzatori, che – a detta del Presidente del Comitato, Armando Sarti – “ha rovinato l’iniziativa formativa e causato paura e apprensione tra i presenti”. Abbiamo intervistato Armando Sarti, Presidente del Comitato unitario democratico ed antifascista della Bolognina e del Navile di Bologna, per spiegarci l’insolita vicenda.

Sarti, ai nostri microfoni invita le Autorità e polizia e le forze di sicurezza bolognesi ad avere più discrezione e eventualmente a chiedere prima agli organizzatori piuttosto che irrompere in un assemblea pubblica. L’esortazione di Sarti è a non impedire che dei cittadini Sinti possano ususfruire di occasioni formative gratuite a loro rivolte e per loro pensate.

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