Dal 25 al 30 agosto si è tenuto a Guzzano, frazione del comune di Camugnano nell’alto Appennino bolognese, un “Quasi-festival ” , promosso dal gruppo ecologista I Sollevamenti della terra. Diario di bordo: luoghi, voci, lotte. Intervista di Antonella Selva.
Dopo tre edizioni della “Marcia dei sollevamenti della terra” gli organizzatori hanno scelto di fare una iniziativa stanziale con possibilità di campeggio nel prato della pieve di Guzzano, per discutere di questioni che minacciano la montagna, dal nucleare ai parchi eolici industriali, ma anche di metodi e pratiche per vivere meglio nel rispetto del territorio. La formula del festival riecheggia iniziative analoghe che si svolsero per alcuni anni a partire dalla campagna per il referendum antinucleare nel 1987 nello stesso luogo, non lontano dal lago del Brasimone dove sorge la centrale nucleare poi convertita in centro ricerche dell’ENEA dopo il referendum.
I temi trattati sono stati principalmente tre: 1) sovranità alimentare – fare agricoltura in montagna / contadinanza attiva / consumo critico e problema della distribuzione; 2) energia: no al ritorno del nucleare e approfondimento sulle CERS (Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali); 3) le grandi opere inutili e spesso speculative che hanno un forte impatto sul territorio.
- SOVRANITA’ ALIMENTARE
Sentiamo quindi qualche voce raccolta nella prim giornata, lunedì 25 agosto, in una assemblea partecipata da una cinquantina di persone, tutte coinvolte in qualche misura nell’agricoltura contadina o in quanto piccoli produttori, o in quanto membri di Gruppi di Acquisto Solidale e anche un giovane ricercatore. Cominciamo da lui, Michele Ravaioli, dottorando in geografia, che ci ha portato le acquisizioni della sua ricerca sui “domini collettivi”
https://archive.org/details/ravaioli-ricercatore
A seguire, Alessandro Vandini, ortolano di Montasico, ci parla di un possibile sviluppo che affronta il nodo della logistica e della distribuzione, immaginando una rete di “botteghe di prossimità” per collegare piccoli produttori e consumatori
https://archive.org/details/vandini-ortolano
Da ultimo sentiamo Michele Caravita di Campi Aperti, l’associazione dei piccoli contadini del circondario bolognese che animano i mercati della terra in città. Lui ci parla invece dell’orto sociale della Pescarola, di cui si sta occupando da alcuni anni.
https://archive.org/details/Caravita

- ENERGIA
Il tema dell’energia è stato centrale e ha occupato due intere giornate del quasi-festival: mercoledì 27 con una marcia da Guzzano alla centrale del Brasimone (ora centro ricerche ENEA), che vogliono rilanciare con nuovi attori come la inglese Newcleo per la sperimentazione dei cosiddetti reattori di nuova generazione. Poi un’azione di sensibilizzazione a Castiglion dei Pepoli (gremito di gente per il mercato settimanale) con volantinaggi e comizi volanti. Alla sera la proiezione di due documentari:
INTO ETERNITY – 2010, del danese Michael Madsen, che indaga, insieme agli scienziati coinvolti, le implicazioni della costruzione di un mastodontico deposito in Finlandia nelle profondità della terra per seppellire le scorie radioattive di alcune centrali. Questi lunghissimi tunnel la cui costruzione completa impiegherà svariati decenni, dovrebbero rimanere sigillati per almeno 100.000 anni! Il film sottolinea la dimensione temporale inimmaginabile delle conseguenze prodotte dalla tecnologia nucleare;
UNDER THE CLOUD – 2025, di Pedro Reyes, esplicita le conseguenze della contaminazione radioattiva dovuta a ripetuti test nucleari e alla lavorazione dell’uranio estratto da una vicina miniera sulle popolazioni indigene del New Mexico, USA.
Giovedì 28 invece si è approfondito il tema della CERS, Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, con l’aiuto del Prof. Angelo Tartaglia, già docente al Politecnico di Torino e attivo nel contro-osservatorio NO TAV della Val Susa.
https://archive.org/details/tartaglia-energia

- OPERE DEVASTANTI
Sabato 30 agosto è stata la volta delle grandi opere impattanti (e spesso speculative) che fin dalle prime edizioni della marcia nel 2022 erano il cuore dell’iniziativa. Oggi, alla famigerata nuova seggiovia sulla cima del Corno alle scale si aggiunge un nuovo tentativo di imporre un grande parco eolico sul crinale del monte Fontana Vidola, tra Castiglione e Camugnano. Alla mattina, nonostante una fastidiosa pioggerella, siamo saliti sul crinale attraverso l’unico accesso esistente oggi, un sentiero stretto e impervio, per vedere concretamente dove si ipotizza di portare tonnellate di cemento e una quantità di mezzi pesanti. Nel pomeriggio assemblea con i comitati per la tutela del territorio sia del versante emiliano che di quello toscano.
Sentiamo Paola Campori del comitato di Castiglione e Camugnano contro il parco eolico
https://archive.org/details/paola-campori-eolico
, a seguire Vittorio Monzoni di Un altro Appennino è Possibile,
https://archive.org/details/vittorio-monzoni
e per concludere adiamo in Toscana, in provincia di Arezzo nelle bellissime montagne Casentinesi anch’esse minacciate dallo sviluppo turistico, con Filippo, attivista del comitato di Pratomagno.
https://archive.org/details/filippo-da-pratomagno








