Luca Alessandrini, responsabile dell’ Istituto per la Storia e le Memorie del ‘900 Parri, smentisce il luogo comune di un’ Italia mussoliniana razzista più per compiacere l’alleato tedesco che per vocazione propria.  

Italiani brava gente…   Per sostenere questa consolatoria  convinzione spesso si sostiene che il nostro paese fu quasi obbligato alle persecuzioni razziali dal  Terzo Reich. La storia del ventennio fascista  smentisce totalmente questa ipocrita afferazione, a partire dall’indottrinamento razzista dei “giovani balilla”.  La falsità della retorica giustificazionista del fascismo è oggetto della prima parte dell’intervista a Luca Alessandrini, responsabile dell’Istituto per la Storia e le Memorie del ‘900 Parri, che dimostra anche l’imprescindibile lavoro di costruzione democratica che la redazione del Pioniere si è data nel primo dopoguerra presentando ai giovani un modello ben diverso relazionale da quello fondato sull’arroganza, la violenza e l’ignoranza: in altre parole, per dirla alla Rodari, per cambiare il  paese dei bugiardi.

Nella seconda parte della puntata incontriamo la metamorfosi da romanzo a graphic novel con “Carne“, di Marcello Fois illustrato da Daniele Serra

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