Una fusione tra Fiat e Chrysler sara’ realizzata entro il 2014, lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, nel corso del Salone dell’Auto di Detroit. C’è ora da risolvere il nodo della sede italiana a Torino o americana a Detroit. Una questione certamente simbolica, ma che tocca il cuore della produzione. Cosa ne pensano i sindacati ? Lo abbiamo chiesto ad Airaudo.

Nell’intervista che potete sentire qui sotto e che è stata realizzata da Ares Niccolai, Airaudo commenta questo annuncio anticipato dalla stampa statunitense. Se da noi gli argomenti nel dibattito pubblico riguardano esclusivamente tagli di posti di lavoro e delle libertà sindacali, negli Stati Uniti si parla di futuro e investimenti.

“L’America sta diventando il mercato principale più grosso nel settore auto. Il problema è che il successo Americano è costruito sui sacrifici italiani, sulla cassa integrazione dei lavoratori, sulla divisione sindacale e sul tagli odeii diritti e delle libertà. Servirebbe che questo Governo chiedesse alla Fiat di non dividere ma di unire e di dare un contributo effettivo all’uscita della crisi. Se la Fiat non dovesse prendere impegni per il mercato Europeo e Italiano rischiamo di non riuscire a difendere nemmeno la succursale della Chrysler in Europa.
Dire di portare la fusione di Fiat e Chrysler nella Borsa americana vuol dire cambiare la proprietà della Fiat e a quel punto credo che Marchionne finirà il suo lavoro nel senso che ci troveremo con altri interlocutori, un altro assetto proprietario e con un’azienda non piu italiana.”

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