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L’esercito israeliano sta intensificando gli attacchi nella Striscia di Gaza. Nelle ultime 24 ore sarebbero 9 i palestinesi uccisi dai droni dell’aviazione di Tel Aviv. Intanto avrebbero confessato 3 degli estremisti israeliani accusati di avere rapito e bruciato vivo un sedicenne palestinese a Gerusalemme.

Sono 7 militanti di Hamas e 2 della Jihad le vittime del raid aereo, messo in atto dai droni israeliani la notte scorsa nella Striscia di Gaza. In risposta all’attacco sono continuati da Gaza i lanci di razzi verso Israele. Uno di questi avrebbe ferito un soldato dell’esercito con la stella di Davide.

Intanto in Cisgiordania continuano gli scontri seguiti al rapimento e l‘uccisione di un ragazzino palestinese, Mohammed Abu Khdeir, il cui corpo è stato ritrovato in un bosco nei pressi di Gerusalemme. 48 ore fa, l’autopsia ha dato la certezza sulle dinamica della morte del sedicenne. I suoi aguzzini lo hanno bruciato quando era ancora vivo. A testimoniarlo segni di fuliggine nei polmoni, il che proverebbe, appunto, che il  giovane respirava ancora quando i criminali che lo hanno rapito gli hanno dato fuoco. Proprio su questo fronte ci sarebbero novità. Pare che tre estremisti israeliani abbiano confessato di avere partecipato all’omicidio del palestinese. I tre farebbero parte di  un gruppo di fanatici d’estrema destra che poco prima del rapimento del sedicenne, avrebbero provato, senza riuscirci a rapire un bambino di nove anni. Questa mattina, inoltre, è stato condannato a nove giorni di arresti domiciliari Tariq Abu Khdeir, cugino di Mohammed, e anche lui adolescente. Il ragazzo era stato selvaggiamente picchiato da due soldati israeliani, come dimostra un video, senza apparente motivo, nel corso degli scontri seguiti, giovedì scorso, alla diffusione della notizia del ritrovamento del corpo di suo cugino. Il ragazzo, di passaporto statunitense, si trovava in Palestina in vacanza.

L’ultimo aggiornamento, in ordine di tempo, arriva dalla politica. In aperta polemica con l’atteggiamento di Netanyahu, considerato troppo morbido, il ministro degli esteri Avigdor Liebermann, leader del partito ultranazionalista Yisraeli Beitenu, ha annunciato che il suo partito romperà l’alleanza con il Likud, partito che guida la coalizione di governo in Israele.