Circa trentamila persone sono scese in piazza sabato a Quimper, in Bretagna, per protestare contro l’introduzione di una tassa sul trasporto su gomma. Iniziato un lungo braccio di ferro con il governo di Parigi.

Scontro Bretagna-Governo: la manifestazione a Quimper

Un luogo inusuale come Quimper, una città di medie dimensioni nell’estremo nord-ovest della Francia, è stato scelto sabato dai “berretti rossi” (i partecipanti indossavano il tipico berretto porpora) per protestare contro l’introduzione dell’ecotassa sul traporto delle merci su gomma.

Un provvedimento che va verso la diminuzione dell’inquinamento, ma che in Bretagna potrebbe avere conseguenze drammatiche per un’economia in crisi profonda, soprattutto nel settore agroalimentare, storicamente il più produttivo.

La protesta, che aveva come parole d’ordine quelle di uno slogan storico degli autonomisti bretoni dell’UDB, “Vivre et travailler au pays” (vivere e lavorare nel proprio territorio), si spiega facilmente. Se la tassa sul trasporto su gomma è un modo d’incentivare il trasporto su ferro, c’è bisogno che ci sia un sistema per trasportare le merci su rotaia. Questo sistema, in Bretagna, praticamente non esiste, e l’ecotassa, diventerebbe una tassa automatica per i prodotti bretoni.

Ora sta al governo, la cui popolarità tocca il minimo storico, capire come intervenire su quello che è parcepito dai bretoni come un sopruso.

“Il problema è nella mancanza di alternative al trasporto su gomma” spiega Julien Ermine, fotoreporter bretone, che ha documentato la manifestazione di sabato.

“E’ contro quella che sembra una tassa contro i bretoni, che i “berretti rossi” si battono” spiega Ermine.

“Per fare un esempio -continua il fotoreporter- un piccolo pescatore dell’ultimo lembo della regione, dovrà necessariamente pagare la tassa sull’inquinamento da trasporto su gomma, perchè non ha alternative se vuole far arrivare e vendere il suo pesce a Parigi”.

“Non credo -conclude Julien Ermine- che il governo cadrà sull’ecotassa perchè tutta l’Assemblea Nazionale l’aveva votata, ma sicuramente ci saranno problemi di ordine politico.”

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61