Il 6 dicembre gli operai metalmeccanici in piazza per lo sciopero generale, indetto dalla Fiom
assieme agli studenti in mobilitazione contro il ddl ex Arpea.

Tutto pronto per lo sciopero nazionale del 6 dicembre indetto dalla sola Fiom. Uno sciopero necessario anche per denunciare la situazione critica in cui versa il sistema produttivo italiano. Per rimanere in Regione sono 1800 le aziende industriali che fanno uso degli ammortizzatori sociali. Senza aggiungere a tale cifra, già alta, le imprese artigiane. Il totale dei lavoratori coinvolti ha raggiunto la soglia dei 46.000. Scioperare in tale situazione rappresenta un sacrificio enorme per i lavoratori, come afferma il segretario regionale Bruno Papignani. Ma la rabbia è molta, ed è questa che spingerà in piazza migliaia e migliaia di operai.

“Lo sciopero – precisa Papignani – non rappresenta un ultimo e disperato tentativo per fermare l’accordo separato, che verrà purtroppo siglato prevedibilmente domani, ma è il tentativo di rilanciare l’iniziativa sindacale e uscire dalla trincea”.
Accordo separato che in Emilia Romagna avrà delle ricadute fuori da ogni logica: nella nostra regione i sindacati sottoscrittori del accordo rappresentano, assieme, nemmeno il 25% dei lavoratori sindacalizzati.

Tornando alla manifestazione del 6 è degno di nota che, dopo settimane di confronti e assemblee comuni assieme ai metalmeccanici della Fiom, scenderanno in piazza anche gli studenti medi in mobilitazione contro il ddl l’ex Aprea. Entrambi i soggetti ci tengono a precisare che non ci saranno strumentalizzazioni di sorta, ognuno manterrà la propria autonomia, dimostrata anche dai due cortei separati che solo alla fine si ricongiungeranno sotto le due torri per il comizio di chiusura in cui dal palco ognuno esprimerà le proprie ragioni e valutazioni.

Come da programma questo pomeriggio si terrà un assemblea all’Istituto Minghetti occupato, a cui parteciperà il  segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini. Il tutto nonostante in una lettera indirizzata alla categoria metalmeccanica della Cgil, un dirigente scolastico aveva vivamente sconsigliato l’evento perché “risulterebbe difficile capire le ragioni della presenza di un segretario sindacale, per altro della Fiom, in una scuola”. Ne in scuola ne in fabbrica: Marchionne docet.

Paolo Antoniazzi

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