È stata votata all’unanimità l’indizione dell’istruttoria pubblica sul diritto all’abitare, richiesta tramite 2300 firme presentate da Pensare Urbano, che ora chiama a raccolta tutte le associazioni del territorio. La consultazione pubblica si svolgerà dal 20 settembre, mentre il termine di iscrizione per gruppi formali e informali è il 9 settembre. Ne abbiamo parlato con Fabio D’Alfonso, del comitato.

“È un processo democratico che riteniamo sia indispensabile per la città di Bologna – ha detto Fabio D’Alfonso, del comitato Pensare Urbano, ai microfoni di Radio Città Fujiko – L’emergenza abitativa è un problema variegato che presenta diverse sfaccettature; una di essa è sicuramente l’esplosione dell’utilizzo di piattaforme turistiche quali Airbnb e Booking, che crediamo che ci sia la necessità di regolamentare”. D’Alfonso ci ha parlato dei problemi di queste piattaforme, e di come gli affitti brevi stiano cambiando il volto delle città italiane, in special modo quello di Bologna. “È logico pensare che queste abitazioni siano sottratte al mercato immobiliare regolamentare”.

“Va ridisegnato tutto il sistema delle politiche pubbliche in campo abitativo” ha continuato. L’Italia è il terzo paese al mondo per uso della piattaforma Airbnb, e il problema di una scarsa regolamentazione di questo ‘spazio’ è che spesso viene sfruttato dalle grandi multinazionali in modo scorretto. Esempio più eclatante di ciò a Bologna è “Bettina” – questo il nome dell’host su Airbnb – che risulta detenere 74 appartamenti. Ovviamente non è una tale “Bettina” la reale proprietaria, ma Halldis, una grande multinazionale attiva nel campo immobiliare. Come ha ricordato D’Alfonso, si stanno muovendo regolamentazioni in questo senso, ma sono ancora troppo scarne e soprattutto non c’è la garanzia che le piattaforme turistiche le rispettino. Da qui l’esigenza di un’istruttoria che prevederà una consultazione pubblica, in cui saranno chiamati ad intervenire a Palazzo d’Accursio associazioni, comitati, organizzazioni studentesche e sindacali, e gruppi informali. Il termine per potersi iscrivere all’istruttoria pubblica scadrà il 9 settembre, e Pensare Urbano spera di riuscire a coinvolgere quanti più gruppi possibili “che possano riferire ciò che vivono quotidianamente rispetto al tema abitativo”.

“Nell’istruttoria – conclude D’Alfonso – vogliamo anche inchiodare la politica e le sue responsabilità, e fare in modo che ci sia un cambio di passo radicale e netto, come è avvenuto in altre esperienze: Barcellona, Berlino, Amsterdam. Speriamo che Bologna possa essere esempio positivo per tutta l’Italia”, nella quale aleggia un diffuso “vuoto normativo”.

Sara Spimpolo

ASCOLTA L’INTERVISTA A FABIO D’ALFONSO:

In seguito alla pubblicazione dell’articolo, ci scrive il managing director Halldis per alcune precisazioni in merito alle parole di Fabio D’Alfonso che pubblichiamo qui di seguito:

Halldis.com non è una “piattaforma on line” su cui i proprietari possano pubblicare in autonomia i loro annunci, ma è il portale di un’azienda italiana al 100%, attiva dal 1986, che gestisce oltre 2.000 proprietà in 25 località in Italia ed Europa per conto di proprietari privati e istituzionali.

Un’azienda che offre un servizio di gestione ai proprietari che desiderano mettere a reddito le loro proprietà non utilizzate destinandole agli affitti di breve, medio e lungo termine. Viene stipulato un contratto di gestione dell’appartamento con i proprietari, che dunque pagano regolarmente le tasse sui proventi degli affitti, così come vengono stipulati i contratti con i singoli ospiti. Questi ultimi contratti che vengono poi regolarmente registrati e fatturati a totale responsabilità nostra, nel rispetto dei requisiti fiscali, procedendo anche alla denuncia alla pubblica sicurezza delle persone che occupano le nostre case, secondo gli obblighi di legge e le nostre operazioni sono tutte tracciabili. Uno dei grossi problemi del turismo italiano è l’evasione fiscale e il sistema di Halldis impedisce il nero.

Circa la discussione su Bettina, per noi Airbnb è un canale di distribuzione come altri, e in quanto canale, gestisce sia operatori strutturati come Halldis sia  proprietari che fanno forme integrative di reddito. Bettina è una nostra collega, abbiamo scelto di dare un nome e un volto al nostro profilo, dichiariamo apertamente che Bettina lavora per Halldis.

In particolare si deve prendere atto che il mercato si è trasformato drasticamente negli ultimi anni facendo emergere una domanda che era latente e che non trovava nell’offerta ricettiva tradizionale una risposta. Questa domanda, in buona parte, si somma a quella più tipicamente indirizzata al mondo degli hotel e, quindi, crea valore, posti di lavoro, prodotto interno lordo aggiuntivi a quelli della ricettività tradizionale.

Del resto le potenzialità di questo nuovo mercato è molto grande: basti pensare a tutte le seconde case attualmente vuote ed inutilizzate per gran parte dell’anno, ai costi che i proprietari devono sostenere per mantenerle e alla loro diffusione capillare su tutto il territorio italiano. Se solo una quota parte di questa potenziale offerta fosse messa sul mercato con regole chiare, ma semplici da attuare, allora tutto il Sistema Italia ne trarrebbe beneficio.

A tal fine Halldis è anche socio fondatore di una nuova Associazione di Property Managers composta da società che svolgono professionalmente questa attività e aiutano ad aumentare la qualità del servizio, gli standard, e a gestire con processi ben delineati tutti i compiti amministrativi e di sicurezza. Grazie alla attività della Associazione abbiamo contribuito fatto diventare tutti i canali distributori e i gestori professionali come Halldis dei sostituti d’imposta per eliminare ogni dubbio sul pagamento delle tasse da parte dei proprietari.

Vincenzo Cella, managing director Halldis