La Lega minaccia l’occupazione dell’Aula, Idv, Sel e Prc sono contrari e anche il Pd non sembra convinto. In Regione cresce la protesta contro i criteri del Decreto Ecobonus che vincola sgravi fiscali alla mappatura sismica del territorio. “Assurdo che vengano esclusi i Comuni del cratere del terremoto”. I terremotati: “Oltre al danno la beffa”.

Il gesto più eclatante è quello annunciato dalla Lega Nord, che vuole occupare l’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, cavalcando il malcontento dei terremotati. Ad esprimere parere negativo sul Decreto Ecobonus del governo, però, in Regione sono in molti.
Il dissenso, che nella maggioranza coinvolge Sel, Prc e Idv, ma che sembra coinvolgere anche il Pd, riguarda i criteri stabiliti dal decreto per avere accesso agli sgravi fiscali. In particolare le agevolazioni sono vincolate alla mappatura sismica, che tante polemiche aveva sollevato dopo il terremoto in Emilia.
I territori del cratere, infatti, sono classificati in zona 3, ovvero quella a medio rischio, e ciò comporterebbe l’esclusione dai benefici fiscali.

“Nonostante l’evidenza e nonostante la mappatura sia uno studio che si aggiorna in base agli eventi, il governo ha scelto questi criteri – sottolinea ai nostri microfoni la consigliera regionale del Prc Monica Donini – Che poi un evento distruttivo si manifesti una volta ogni 500 anni o una volta ogni secolo, la logica alla base dovrebbe essere quella della sicurezza e della prevenzione”. Secondo la consigliera, quindi, “bisognerebbe estendere gli sgravi fiscali a prescindere dalla mappa sismica e rendere ovunque più stringenti i controlli”, in quanto “la vera grande opera da avviare nel nostro Paese è quella della sicurezza”, occasione anche “per creare posti di lavoro e dare una spinta positiva all’economia”.

Sullo stesso tema, il consigliere di Sel Gianguido Naldi ha presentato un’interrogazione urgente alla giunta regionale, alla quale ha risposto in mattinata l’assessore alla Protezione Civile Paola Gazzolo. L’assessore ha condiviso il parere negativo sul decreto e più in generale il Pd si è dimostrato disponibile ad un documento di indirizzo ed una risoluzione che impegni la Regione a chiedere il cambiamento dei criteri.

I comitati dei terremotati, dal canto loro, guardano ormai rassegnati a questo tipo di misure, le ultime di una lunga serie. “Oltre al danno la beffa – commenta ai nostri microfoni Aureliano Mascioli del Comitato Sisma.12 – Qui non si tratta di una questione tecnica di una questione politica. Il governo sta dicendo che alcuni cittadini hanno meno diritto di altri a vivere in sicurezza”.
Del resto, i terremotati sono abituati alle incertezze e alla confusione ed è per questo che, nonostante i proclami, la ricostruzione non è decollata. “Sono aumentate un po’ le domande, ma non è cambiato granché – spiega l’attivista – Oltretutto i Comuni hanno modi non uniformi nel trattare le domande di accesso ai contributi e spesso i terremotati vengono trattati come ladri o furbi che chiedono più soldi di quanto spetta loro”.