Questa sera un’assemblea aperta ai cittadini discuterà il futuro della Velostazione Dynamo Bologna, minacciato da un cantiere che tarda e blocca le attività. A rischio 13 lavoratori e 10 collaboratori. I ciclisti chiedono aiuto ai cittadini per far sentire la propria voce e salvare il progetto.

Il futuro di Dynamo, la velostazione di Bologna, è molto incerto. La cooperativa Dynamo in collaborazione con l’Associazione Salvaiciclisti ha gestito finora gli spazi e i servizi che hanno aiutato più di 100mila persone in 3 anni a usare la bici in modo più sicuro e consapevole, insieme alla collaborazione di 4 partner permanenti, 40 associazioni residenti, e decine di aziende e stakeholder.
Questo servizio, nel prossimo futuro, non potrà più essere garantito a causa della profonda incertezza che segna la triste vicenda dell’appalto dei lavori di ristrutturazione fatti dal Comune di Bologna, promessi fin dal 2016 e ancora mai realizzati.

Per questo motivo, attiviste e attivisti delle due ruote invitano la cittadinanza a partecipare ad un’assemblea pubblica, che si svolgerà alle 20.30 di questa sera nella stessa velostazione (via Indipendenza 71/z), per ragionare sul futuro del progetto stesso e ipotizzare soluzioni.
“Questo – si legge nell’evento Facebook che promuove l’incontro – non solo per salvare il servizio, il nostro lavoro e quello delle 23 persone che vivono grazie a Dynamo (13 lavoratori stabili più 10 collaboratori stagionali), ma anche per dare un segnale politico che vuole rimettere i cittadini al centro dei processi decisionali, proponendo forme genuine e attive di partecipazione”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SIMONA LARGHETTI:

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