Sembra difficile da raggiungere l’obiettivo prefissato dello 0,7% di Pil italiano destinato agli aiuti allo sviluppo. In un settore in forte sofferenza, la legge di stabilità stanzia circa 230 milioni di euro, che portano ad un misero 0,13% la porzione di fondi destinati alla cooperazione.

Una visione estremamente miope per un governo che opera in una zona geografica e politica molto calda, dal punto di vista delle relazioni con i cosiddetti paesi in via di sviluppo”. Commenta così Alice Fanti, operatice della Ong CEFA, la notizia delle scarse risorse destinate quest’anno dalla legge di stabilità, alla cooperazione allo sviluppo.

Sarà difficile, insomma, partendo dall’attuale 0,13% del Pil, raggiungere l’obiettivo delle Nazioni Unite per il 2015, fissato allo 0,7% del Pil destinato agli aiuti allo sviluppo.

“Un approccio miope e che nel lungo periodo sarà deleterio. -continua Alice Fanti- anche se noi non vogliamo dipendere totalmente dei soldi pubblici, perchè questa dipendenza crea una distorsione dal punto di vista dei progetti: spesso siamo costretti a sottostare a delle priorità che i finanziatori stessi tendono a darci”

“Nel lungo periodo credo che la difficoltà che incontreremo sarà devastante. Tenderemo -conclude l’operatrice CEFA- a ridurre gli interventi, a lavorare in territori sempre più ristretti e fare i conti con risorse finanziarie quasi al limite del ridicolo.”

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61