Questa mattina in centinaia in piazza Roosevelt per denunciare la drammatica condizione in cui versano milioni di pensionati.

Prosegue la mobilitazione dei pensionati per denunciare la drammatica situazione che colpisce milioni di persone in Italia. Questa mattina in centinaia si sono trovati davanti alla prefettura per il presidio indetto da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati.

Le ragioni della protesta sono le stesse che ormai da mesi i pensionati stanno denunciando con forza. In primo luogo la perdita del potere d’acquisto delle pensioni, colpito dalla mancata rivalutazione, che sta facendo scivolare lentamente verso la povertà numerosi pensionati.
In secondo luogo la questione fiscale. I pensionati chiedono al governo Monti di invertire la rotta, denunciando l’iniquità delle misure finora adottati. L’esecutivo dovrebbe intensificare la lotta all’evasione fiscale per reperire i fondi necessari a finanziare un welfare degno di questo nome, anche in vista del crescente numero di pensionati di cui tale sistema dovrà farsi carico.

Infine, il ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza, introdotto dal governo Prodi e poi cancellato da Berlusconi. Su tale questione in governo tace. Questo fondo andrebbe ripristinato, affermano unitariamente, anche per dare ossigeno agli oltre 2.500.000 incapienti, che prendendo meno di 500 euro e quindi non vengono favoriti in alcun modo dalle detrazioni fiscali proposte dal governo.

Al termine del presidio una delegazione ha consegnato una lettera con le proprie richieste al prefetto di Bologna, che si è impegnato ad inoltrala alla Presidenza del Consiglio.

Paolo Antoniazzi

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