Diventa legge il provvedimento sul cosiddetto “Dopo di noi”, che si occupa dell’assistenza delle persone con disabilità gravi prive del sostegno familiare. I contenuti del disegno di legge e le perplessità della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.

È stato approvato nel tardo pomeriggio di ieri alla Camera il disegno di legge che si occupa delle persone con disabilità gravi che restano senza sostegno familiare, ribattezzato “Dopo di noi”. Il provvedimento, dopo il via libera senza modifiche di Montecitorio, è legge. A votare a favore tutti i partiti tranne il M5S, che ha votato contro, e Sinistra Italiana, che si è astenuta.

Il testo di legge è composto da dieci articoli, le cui finalità sono spiegate all’articolo 1: “La legge disciplina misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità  grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare”. L’articolo 3 stabilisce l’istituzione di un fondo per l’assistenza alle persone con disabilità gravi prive del sostegno familiare: le finalità, chiarite nell’articolo 4, sono quelle di “attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di destituzionalizzazione” e di realizzare «programmi e interventi innovativi di residenzialità», attraverso la creazione di “case famiglia” per disabili e lo sviluppo di programmi per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile ai disabili senza assistenza. La dotazione del Fondo è determinata in 90 milioni di euro per l’anno 2016, in 38,3 milioni di euro per l’anno 2017 e in 56,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.

In merito è intervenuto Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), che “pur apprezzando il traguardo raggiunto, conferma le perplessità circa quella che considera un’occasione perduta e cioè interventi molto più stringenti per la deistituzionalizzazione delle persone con disabilità che oggi vivono in istituti segreganti. Secondo Falabella, infatti, “Non è sufficiente prevedere in legge che il ‘dopo di noi’ riguarda anche percorsi di deistituzionalizzazione, ma è necessario impedire che quelle istituzioni continuino ad esistere, siano accreditate, convenzionate e finanziate con soldi pubblici”.

La legge prevede inoltre agevolazioni fiscali e l’istituzione di Trust e vincoli di destinazione: gli articoli 5 e 6 intervengono sulla “detraibilità” delle spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per assicurazioni versati per rischi di morte. Viene previsto poi che “i beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da vincoli di destinazione, istituiti in favore delle persone con disabilità grave, sono esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni”.

Gli articoli 7 e 8 riguardano invece le campagne informative che il governo avvierà, “al fine di diffondere la conoscenza delle disposizioni della presente legge” e una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni della legge. Secondo la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap “ora la norma deve essere concretamente applicata”, tenendo conto delle incognite riguardanti “i tempi e le modalità di concreta attuazione dei servizi e dei sostegni diretti alle persone e alla famiglie”. Il dibattito attorno a questo tema, secondo Falabella, “deve ora diffondersi nei territori e nelle comunità locali per rendere operativi e concreti gli intenti della norma, ma deve anche estendersi ad altri aspetti altrettanto drammatici che riguardano il rischio di segregazione e di isolamento delle persone con disabilità“.

Articolo precedenteLa domenica di Radio Città Fujiko
Articolo successivoIn piazza Verdi il “botellón dei senza casa”