La ricerca condotta da Cgil-Nuovi Diritti e Fondazione Critica Liberale per il 2011, basata su dati Istat e Cei, evidenzia un netto calo delle pratiche religiose degli italiani, mentre la Chiesa cattolica mantiene una forte influenza soprattutto sui media.

Durante i vent’anni dal 1991 al 2011 i battesimi sono diminuiti per più del 19%, i matrimoni concordatari sono passati dall’82% delle unioni complessive religiose e civili al 60%. Si conferma in crescita il numero delle libere unioni e, dal ’93 in poi, anche quello dei divorzi e delle separazioni civili. Per quanto riguarda le ordinazioni, diminuiscono quelle sacerdotali e religiose mentre continua a crescere il numero di diaconi e catechisti. La popolazione italiana sembra quindi orientata a una decisa secolarizzazione e a considerare sempre meno importanti i sacramenti e i riti cattolici. D’altra parte però, la presenza della Chiesa come istituzione all’interno della società civile e della politica va tutt’altro che alleggerendosi.

Sono molti i compromessi al ribasso che i politici fanno con la Chiesa cattolica, denuncia il consigliere regionale Franco Grillini. Le scuole ne sono l’esempio più importante, ma i mille rivoli di denaro dallo Stato alla Chiesa possono assumere la forme più diverse: L’Unione Atei Agnostici e Razionalisti ha messo in luce come persino l’accompagnamento negli ospedali sia un servizio che viene pagato alle curie dalle autorità sanitarie.
“Non è detto che con l’aumentare dl processo di secolarizzazione ci sia un aumento della laicità consapevole – spiega il consigliere regionale – E qui entra in gioco la politica, che considera un interlocutore la struttura ecclesiastica indipendentemente dal processo di secolarizzazione; c’è l’illusione che il voto cattolico sia ancora determinante”.

La presenza poi all’interno dei media è, al confronto con le altre confessioni e religioni, dispoticamente preponderante: “C’è una sproporzione nella rappresentazione massmediatica della religione cattolica – continua Grillini – rispetto alle altre religioni e rispetto alla consistenza reale del cattolicesimo. Lo stesso Paolo VI si era rassegnato che la chiesa fosse una minoranza, ma una minoranza sovra-rappresentata, con un potere sproporzionato rispetto alla sua presa etico-morale sulla società”.

Pietro Gallina

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