Si è riaperta sabato 14 gennaio con la rivisitazione del coreografo marchigiano Fabrizio Monteverde per i giovani danzatori della compagnia Junior BallettO di ToscanA la stagione del Teatro Comunale di Ferrara.

Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. E’ solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare. (Fabrizio Monteverde)

Il grande coreografo George Balanchine nel suo libro 101 Stories of the Great Ballets scriveva a proposito di Coppelia: “Se Giselle rappresenta la grande tragedia del balletto, Coppélia è la sua grande commedia”. Ricca di umorismo, esuberanza e di danze briose, la coreografia di Arthur Saint Leon sulla partitura di Leo Delibés, in scena per la prima volta a Parigi nel 1870, rappresentò una rottura con il mondo dei balletti romantici fatto di spiriti eterei e languori d’amore. Questa la trama ispirata al racconto L’uomo della sabbia di E. T. A Hoffman: Franz viene sedotto da Coppelia, la fanciulla immobile affacciata al balcone dello stravagante giocattolaio Coppelius, ma la sua fidanzata Swanilda insospettita s’intrufola nel laboratorio dell’inventore, scopre che quella fanciulla altro non è che una perfetta bambola meccanica e vi si sostituisce; l’inganno viene così svelato e Swanilda e Franz possono sposarsi. Fabrizio Monteverde è riuscito a darne una lettura raggiante per la vivacità coreografica che ben si modella sui giovanissimi danzatori del Junior BallettO di ToscanA. La sua versione mette in luce l’iniziazione e il dono d’amore: divertenti e trascinanti scene di insieme danzate all’unisono si alternano a passi a due sensuali dove i ragazzi giocano i primi flirt, la scoperta dall’amore, lunghi baci e le ragazze spesso prendono l’iniziativa. Nello stesso tempo il coreografo riesce a mettere in campo le paure del “diverso”, dello sconosciuto e l’incombente terrore di rimanere soli attraverso il personaggio di Coppelius che qui non è più un vecchio ma un tenero emarginato, giovane e maledetto: il suo desiderio di donare la vita a una bambola di sua invenzione “rispecchia – dichiara il coreografo – semplicemente la necessità di amare, la necessità di dare un senso all’esistenza”, ma sarà beffato e dovrà accontentarsi di una grande bambola gonfiabile, l’amore con una donna vera non gli sarà concesso.
Grazie a una danza continua senza confini fra classico e contemporaneo, con equilibri precari, risse, spintoni, abbracci, repulsioni e magnifici duetti, costruiti bocca a bocca, Monteverde ha tolto la polvere da Coppelia, rendendola quasi astratta, nel trionfo dell’adolescenza e dei suoi interpreti veritieri, così calorosamente dentro la parte di se stessi. In occasione della tappa al Teatro Comunale di Ferrara abbiamo raggiunto Cristina Bozzolini, fondatrice e direttrice artistica della compagnia Junior BallettO di ToscanA, che attraverso la collaborazione con Monteverde riesce a testimoniare la validità ed il talento che l’Italia possiede.

Federica Pezzoli

La Compagnia

Il Junior BallettO di ToscanA si annovera oggi tra i più agguerriti ensemble del nostro paese. Nato nel 2002 come naturale sviluppo all’attività didattica dell’omonima scuola fiorentina con lo scopo di accompagnare i giovani di talento nel delicato passaggio dalla formazione scolastica alla professione vera e propria, la compagnia è un vivaio di giovani talenti di età compresa tra i 16 e i 21 anni che si è presto trasformato in una realtà da seguire con attenzione. Guidato da Cristina Bozzolini, attuale direttrice anche di un altro fiore all’occhiello coreutico italiano, Aterballetto, il Junior BallettO di ToscanA in sole otto stagioni si è distinto per il riconoscibile piglio con cui affronta palcoscenici sempre più prestigiosi non solo nazionali e per gli stili coreografici nei quale si cimenta, ribadendo la sua innata versatilità e la sua voglia di sperimentazione.

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